Elezioni Spagna 2019: il peso della Catalogna

4 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Gli effetti del referendum del primo ottobre 2017 sull‘indipendenza della Catalogna non si sono esauriti. Al contrario. Le spinte indipendentiste della regione spagnola restano al centro del dibattito politico tanto più in queste settimane, in vista delle prossime elezioni spagnole, in calendario il prossimo 28 aprile.

Elezioni anticipate indette lo scorso febbraio dal primo ministro Pedro Sanchez in seguito alla bocciatura della legge di bilancio, evento su cui ha influito anche il veto posto dagli indipendentisti partiti indipendentisti Erc e PDeCat, dopo il no del premier spagnolo a concedere un nuovo referendum sulla secessione della regione di Barcellona.

Ma la frattura tra separatisti e Madrid non è la sola rottura che prendendo forma in questa campagna. Replicando quello che si è visto nel Regno Unito con la Brexit, la società catalana è divisa a metà tra coloro che sostengono la riconciliazione e gli estremisti che chiedono al governo centrale di esercitare il proprio potere. Gli investitori faranno il tifo per un risultato chiaro e un governo stabile dopo oltre tre anni di esecutivo paralizzato.

Crisi Catalogna ha fatto esplodere nazionalismi

Allo stesso tempo, la crisi catalana ha scatenato un’esplosione di nazionalismo che ha dato vita a un nuovo partito, Vox, partito di estrema destra, guidato da Santiago Abascal, che ha sempre ribadito l’unità del paese tanto voler dichiarare illegali partiti che rapprendano le spinte più indipendentiste del paese.

Gli sforzi del primo ministro Pedro Sanchez per riparare le divisioni sulla spinta indipendentista della Catalogna hanno assorbito la maggior parte dei suoi nove mesi di mandato. I suoi avversari più duri lo etichettano come un traditore perché ha avuto bisogno dei voti dei separatisti per vincere il voto di sfiducia dello scorso anno al governo conservatore Mariano Rajoy.

Intanto, mentre è partito il conto alla rovescia per le elezioni del 28 aprile, L’ex presidente catalano Carles Puigdemont ha detto che si candiderà alle elezioni europee, che si terranno dal 23 al 26 maggio 2019: sarà il candidato di punta del partito indipendentista Junts per Catalunya (Insieme per la Catalogna).

Dal 2017, Puigdemont vive in esilio autoimposto in Belgio: in Spagna è accusato di ribellione, sedizione e malversazione per l’organizzazione del referendum sull’indipendenza della Catalogna, giudicato illegale dal governo e dalla magistratura spagnola, e per la sua successiva ambigua dichiarazione di indipendenza. Il 25 marzo scorso era stato arrestato in Germania dopo che la Spagna aveva emanato un mandato di arresto europeo, che successivamente era stato revocato da un tribunale spagnolo.