Elezioni, Fitch teme impasse: “riforme in fumo”

19 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

A meno di due mesi dal voto del 4 marzo, le elezioni politiche italiane restano al centro dell’attenzione delle principali agenzie di rating. L’ultima, in ordine temporale, a dire la sua è stata l’agenzia Fitch che, tramite Michele Napolitano, head of western Europe sovereign, ha espresso le sue preoccupazioni sul un possibile stallo politico dopo il voto, causato dall’elevata frammentazione della politica italiana.

Durante una conferenza stampa, Napolitano ha detto che tale eventualità

“manterebbero forse deboli le prospettive di riforme economiche. Siamo preoccupati perché le politiche fiscali potrebbero essere più espansive. E in caso di maggioranza fragile con rischio di voto anticipato potrebbe essere difficile per qualunque governo prendere misure fiscali efficaci o adottare riforme impopolari. Tuttavia, siamo meno preoccupati rispetto a un anno fa di una deriva euroscettica”.

Napolitano ritiene poco probabile una coalizione post voto fra Lega Nord, Fratelli d‘Italia e Movimento 5 Stelle, e rileva che “Lega Nord e Movimento 5 Stelle hanno ammorbidito le loro posizioni contro l‘euro”.

“Non riteniamo probabile un governo che porti l‘Italia fuori dalla zona euro; tuttavia, il sostegno ai partiti euroscettici resterà forte, saranno forti in parlamento e questo darà la possibilità di condizionare l‘agenda politica”, sottolinea l‘analista.

A proposito degli esiti del voto, secondo Nicola Nobile, economista di Oxford Economics, il risultato più probabile delle elezioni politiche italiane è un governo supportato da una grande coalizione centrista, comprendente il Partito democratico, Forza Italia e altri piccoli partiti, che difficilmente sarà in grado di attuare le riforme necessarie a conseguire il livello di crescita necessario a colmare il divario con le principali economie della zona euro. Secondo Nobile, in questo scenario, l‘economia italiana è destinata a crescere al più dell‘1% nel medio termine.

Tornando a Fitch, resta per ora confermato il rating sovrano. Napolitano sottolinea, a questo proposito, che:

“è ben supportato da altri fattori che non hanno a che fare con le finanze pubbliche. Questo significa che se guardiamo ai nostri criteri, il rating italiano [‘BBB’/outlook stabile] è abbastanza basso per un paese ricco come l‘Italia con un settore privato in buono stato di salute rispetto ad altri paesi Ue”.

In conclusione, spiega l‘esponente dell‘agenzia di rating, la strategia di Fitch è quella di aspettare:

“Osserviamo il dibattito italiano e cerchiamo di capire che tipo di governo ci sarà, quale maggioranza lo appoggerà e, a quel punto, analizzeremo le politiche quando saranno nero su bianco, presentante in parlamento e nel Def”.