Austria: risultato record per destra xenofoba euroscettica

23 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

VIENNA (WSI) – Alle elezioni presidenziali in Austria avanza l’estrema destra con il leader del Fpo, il Partito della libertà austriaco, Norbert Hofer, super favorito contro lo sfidante, il verde ecologista Alexander Van der Bellen. I dati reali danno Hofer in vantaggio di 144mila voti, arrivando a quota 51,9% contro il 48,1% dello sfidante Van der Bellen. Se vincesse Hofer, sarebbe la prima volta dalla II Guerra Mondiale, che l’Europa vedrebbe insediarsi un presidente dell’estrema destra, contro gli immigrati, euroscettico.

Per decretare il vincitore si attendono però i voti per corrispondenza che rappresentano il 14% del totale, circa 800mila persone. Proprio con i voti per corrispondenza il verde Van der Bellen potrebbe recuperare visto che l’Fpo, il partito di Hofer, solitamente è sempre stato sfavorito.

Affluenza record per le elezioni, circa 6,4 milioni di austriaci si sono recati alle urne. Un numero molto alto che, affiancato alle percentuali di voti ottenute dal leader Fpo, Norbert Hofe, mette in evidenza una situazione preoccupante, non solo per l’Austria ma l’intera Europa.

Hofe, 45 anni, sinora terzo vice presidente del Parlamento, ha promesso di essere un capo di Stato con “un nuovo modo di intendere l’incarico”. Amante delle armi, euroscettico, anti-immigrazione, Norbert Hofe in alcune occasioni si era mostrato in Parlamento esibendo all’occhiello un fiordaliso, simbolo nazionalista che veniva usato anche dai nazisti.

Hofer ha vinto in gran parte dei lander, le regioni austriache, tranne a Vienna e nel Voralbeg. A incidere sull’avanzata dell’estrema destra, xenofoba e populista, il tema migranti, che da mesi occupa le discussioni dei capi di Stato europei. Nel 2015 l’arrivo di 90mila profughi ha rafforzato le paure e i timori del ceto meno abbiente e meno istruito che teme di essere messo da parte dalla globalizzazione. Il rischio che venga eletto in un paese europeo un presidente xenofobo ed euroscettico non solo creerebbe non pochi imbarazzi a livello internazionale, ma farebbe emergere il rischio contagio verso altri paesi come Francia, Olanda e perfino in Germania dove vi è l’Afd, il partito xenofobo e anti-euro che nei sondaggi sarebbe al 15%.

E in Italia? Anche qui il livello di preoccupazione è alto, soprattutto se si guarda al confine con l’Austria, al Brennero. Proprio ieri è stato annunciato l’invio di altri poliziotti austriaci.

Le tensioni al confine del Brennero hanno subito fatto emergere i rischi di una vittoria di Hofer. Anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, intervistata a RaiNews124, ha reso nota tutta la sua preoccupazione.

“Preoccupa l’esito di questa elezione in Austria: ci auguriamo che prevalga il buonsenso degli austriaci: chi propina muri o l’invio dell’esercito alla frontiera non fa il bene del proprio Paese e dell’Europa”.

Per questi motivi le elezioni austriache sono seguite con molta apprensione anche negli Stati Uniti, dove avanza il repubblicano Donald Trump che ha fondato il suo successo grazie allo stesso elettorato che oggi premia il leader xenofobo austriaco.