Amministrative: analisi di una “destra” in crescita

13 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

 

Al netto della debacle del Movimento penta stellato dell’ex comico genovese, una delle novità emerse da quest’ultimo appuntamento con le urne “amministrative” è stata la crescita, in qualche caso anche significativa, del centro destra dell’ex cavaliere.

Tra gli allarmi della Lega che vorrebbe risolvere il problema della “immigrazione” con un tratto di penna alla paura del diverso, dal terrorismo dell’ISIS che imperversa nell’intera Europa alle oggettive difficoltà logistiche di gestione di un fenomeno, quello della immigrazione proveniente dal continente africano, le preoccupazioni non mancano.

Nei prossimi mesi, sarà fondamentale per il nostro Paese fare sponda con l’Europa e trovare accordi con i Paesi di provenienza, quale unica soluzione per contenere questo flusso inarrestabile di povera gente, interessata solo alla sopravvivenza, se non si vuole regalare il Governo del Paese all’accozzaglia[1].

Il centro destra cresce sulla paura degli italiani, ahimè spesso alimentata dagli scandali che accompagnano la gestione di questi Centri di accoglienza e dalla incapacità di gestire un dramma epocale, senza tempo.

L’intera vicenda mi ricorda quando, qualche decennio addietro, l’allora Onorevole Gianni ALEMANNO, correva alla carica di Sindaco della Capitale mettendo al primo posto il “problema sicurezza” arrivando a strumentalizzare un’onda emotiva di un episodio di cronaca, laddove un extracomunitario stuprò ed uccise una donna, di giorno,  nei paraggi della Stazione centrale delle FF.SS..

Vinse le elezioni, sulla paura dei romani e dell’Italia intera.

La successiva azione amministrativa non solo non ridusse i problemi legati alla sicurezza ma alimentò una serie di scandali da parentopoli nelle assunzioni all’ATAC a Mafia capitale, tanto da risultarne anche coinvolto nelle indagini tutt’ora in corso.

Insomma, la sicurezza di Alemanno si rivelò una “bufala”.

Anche Berlusconi, leader del centro destra che pure ho consapevolmente votato per circa venti anni ha venduto “bufale” che oggi ripropone, operazione che sembra riuscirgli benissimo, anche perché gli italiani hanno memoria corta.

Solo qualche tempo addietro, l’ex cavaliere, sempre giovane e pimpante ed al netto dei suoi ottant’anni suonati, quando vinse le elezioni con una maggioranza bulgara ed a proposito delle sue fallite promesse o riforme solo annunciate anche per iscritto nel “contratto con gli italiani”, firmato senza contraddittorio nel salone della trasmissione televisiva di “Porta a Porta”, in ordine ad alcune delle mancate riforme ha detto: “Riforma della Pubblica amministrazione e Riduzione della pressione fiscale al 30% – Gli alleati non me lo hanno consentito. Poverino, lui voleva farle ma il duo “Fini & Casini” lo hanno ostacolato.”

Ora il centro destra, con le stesse promesse, bufale comprese degli anni passati, torna in auge e guadagna consensi.

Faccio una riflessione a voce alta: nel ventennio passato, il sempre verde ex cavaliere, invece delle riforme solo promesse,   ci ha intrattenuto con il <<lodo Alfano, Schifani e la bellissima nipote dell’ex dittatore egiziano Mubarak, al secolo “Ruby”>>.

Oggi, anche tenuto conto dell’avanzata età dell’ex cavaliere, le “olgettine” ce le lascia e quindi, se sciaguratamente dovesse tornare al governo del Paese, quale sarà il titolo del prossimo film?

Amen!

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[1] ACCOZZAGLIA – “Garzanti linguistica: insieme disordinato di persone o cose, per lo più disparati tra loro”. Questo gruppo, disomogeneo, affatto coeso e che non sono d’accordo su niente anche se, nel periodo immediatamente precedente la data del referendum del 4 dicembre u.s., in più occasioni, hanno avuto la sfacciataggine di dire che nell’arco di 15 giorni si sarebbero messi attorno ad un tavolo per iniziare ad elaborare un testo “decente” di riforma costituzionale. Questi soloni del NO, incapaci di costruire niente, men che mai qualcosa nell’interesse del sistema Paese – già peraltro ampiamente sperimentato negli ultimi trenta anni – hanno avuto la capacità e la sfrontatezza di ostacolare l’unico processo di semplificazione del quadro istituzionale, di riduzione delle spese della politica, di sburocratizzazione dei processi decisionali della P.A., di eliminazione di carrozzoni inutili per l’efficienza di uno Stato, presentato al giudizio degli italiani