El-Erian: il punto, cinque anni dopo crack Lehman

28 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il quinto anniversario del terribile crack Lehman che sconvolse il mondo è alle porte. Ma “cinque anni dopo, sono ansioso”, ammette Mohamed El Erian, amministratore delegato di Pimco, fondo obbligazionario numero uno al mondo.

In un articolo pubblicato da Project Syndicate, El Erian spiega in quattro punti cosa è cambiato, e la lista presentata non è certo un elogio ai progressi che i mercati finanziari e i leader politici hanno compiuto da allora; anzi, è proprio la constatazione delle disfunzioni pericolose che permangono.

Insomma, la finanza non ha imparato niente dal crack di Lehman Brothers.

“Chiamatemi anche un ansioso, ma rimango preoccupato da come i nostri sistemi di governance economica siano rimasti indietro nell’affrontare quattro punti cruciali. E più a lungo tale contesto persisterà, maggiore sarà il rischio di vedere le ramificazioni disfunzionali della crisi del 2008 continuare a espandersi, fino a colpire le generazioni future”, spiega El- Erian.

Ecco le quattro maggiori preoccupazioni del numero uno di Pimco.

1 – Le economie occidentali stanno facendo ancora fatica a generare una crescita robusta e una solida occupazione. Troppi sono i paesi che non riescono a superare i loro bassi ritmi di crescita. El Erian parla di una “domanda aggregata sbilanciata e inadeguata”, e di persistenti problemi dei “debiti”.

2 – I politici sono stati incredibilmente passivi nel rispondere alla crisi. Il risultato è che ad agire sono state principalmente le banche centrali. In particolare, l’Eurozona lancia iniziative che non riescono ad affrontare in modo efficiente i problemi della elevata disoccupazione e della continua crisi finanziaria. Dunque, il messaggio è il seguente: non siate sorpresi di assistere a ulteriori disfunzioni politiche a settembre.

3 – I paesi emergenti, negli ultimi anni, sono stati il motore della crescita globale, ma hanno creato un mix di politiche sbilanciate che ora minacciano la loro crescita e la stabilità finanziaria.

4 – I responsabili della crisi del 2008 non hanno cambiato il loro modo di operare, né sono stati costretti a farlo. “Guardate le grandi banche occidentali. Considerata la loro importanza sistemica, molte sono state aiutate e, con un sostegno continuo, sono tornate a una condizione di redditività piuttosto velocemente”.

Tuttavia, il nodo della tassazione sui profitti non è stato risolto, così come non vengono tuttora considerati gli effetti collaterali di quegli incentivi che incoraggiano una propensione al rischio eccessiva. E, nel caso dell’Europa, rimangono i problemi di indebitamento e di debolezza degli asset.