Beige Book della Fed conferma: per l’economia Usa, il peggio è alle spalle

28 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

Per l’economia americana, il peggio è alle spalle. La conferma arriva dall’ultimo rapporto della Fed chiamato Beige Book, elaborato ogni sei settimane sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera la banca centrale statunitense. L’ultimo, diffuso ieri, rileva  un’espansione “modesta”, espressione che evidenzia un miglioramento rispetto al precedente rapporto, che parlava di crescita “tra il debole e il modesto”.

L’outlook resta invece positivo con attese di una crescita che “continuerà al passo attuale nel prossimo anno”, si legge nel rapporto.

Migliora la manifattura

Nei cinque dei 12 distretti passati sotto la lente della Fed, sono stati registrati dei miglioramenti nel settore manifatturiero: un segnale positivo per un settore che quest’anno ha sofferto del rallentamento dell’economia globale e degli effetti della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

“Le tensioni commerciali restano tuttavia una preoccupazione” si legge ancora. Così come preoccupa l’andamento del settore agricolo, a causa del maltempo e dei prezzi bassi, ma il quadro appare poco cambiato, così come quello relativo a occupazione, salari e inflazione.

Nel complesso, l’occupazione ha continuato a crescere, anche se resta difficile per alcune aziende trovare i lavoratori di cui hanno bisogno. A questo proposito, due agenzie di collocamento nel distretto di New York hanno affermato che “quasi tutti i candidati al lavoro” non sono interessati a cambiare posizione in questo periodo dell’anno.

Mercato del lavoro resta forte

La Fed ha tagliato i tassi di interesse tre volte quest’anno nel tentativo di proteggere l’economia dalle dispute commerciali con la Cina, che messo un freno alla crescita globale e agli investimenti delle imprese.

Nei giorni scorsi, il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato che la politica monetaria è ora “ben posizionata per sostenere un forte mercato del lavoro” e aiutare la banca centrale a raggiungere il suo obiettivo di inflazione del 2%. Parole che lasciano intendere che i tassi di interesse probabilmente rimarranno stabili a meno che non ci sia un forte peggioramento nelle prospettive economiche.