“Economia reale? E’ cresciuta. Sono stati governi e banche centrali a frenarla”

9 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Le banche centrali mondiali non hanno sostenuto la crescita, bensì l’hanno frenata.

La verità è che “la crescita c’è stata nonostante le politiche delle banche centrali, non grazie a esse”. Alla domanda: “E’ possibile che l’economia reale, senza contare l’impatto dei debiti governativi, sia cresciuta negli ultimi 20 anni?”.

La risposta di Mike Shedlock/Mish, consulente di investimento per Sitka Pacific Capital Management e creatore del sito MISH’S Global Economic Trend Analysis è: “sì, ma a un prezzo”.

In media, spiega, “il tenore di vita è migliorato, e questo significa che la crescita c’è stata. Tuttavia, parte di essa è avvenuta a spese del debito (dunque dell’espansione futura). In poche parole, abbiamo preso in prestito la crescita dal futuro“, creando per questo una “montagna di debiti a tutti i livelli (governativi, personali, societari).

Tutto ciò significa che per il futuro dobbiamo aspettarci un notevole rallentamento del tasso di crescita.

Mish riporta poi l’opinione di Pater Tenebrarum, analista indipendente e teorico in materie economiche e sociali, principale autore del blog Acting man.

“Il problema di fondo è che l’economia di mercato deve costantemente combattere contro le politiche distruttive dei governi e delle banche centrali. Se si guarda in modo più approfondito ai miglioramenti reali del tenore di vita, la maggior parte di essi ha a che fare con l’industria dei computer in senso allargato. Anche i miglioramenti della sanità possono essere spiegati con una maggiore computerizzazione. L’hi-tech rimane un settore che si sviluppa velocemente, in un contesto in cui la classe politica è troppo lenta per regolamentarlo e le banche centrali non possono impedire che vengano creati beni migliori a prezzi più bassi; questo, perchè il tasso di produttività (dell’hi-tech) è talmente veloce da bilanciare gli effetti negativi della stampa di moneta e dell’espansione dei debiti”. (Lna)

Fonte

MISH’S Global Economic Trend Analysis