Economia mondiale in affanno, nessuna piena ripresa prima di un anno

2 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Sebbene il ritmo della crescita potrebbe accelerare rapidamente, per una piena ripresa occorrerà più tempo. Ne è convinto Patrice Gautry, Chief Economist di Union Bancaire Privée (UBP), secondo cui  grazie  ai piani di stimolo in essere, un rimbalzo rapido dopo una crisi grave come quella attuale appare relativamente automatico, ma la vera sfida consisterà nel colmare il gap in termini di perdita di ricchezza. “In base alle simulazioni – spiega l’esperto –  nella migliore delle ipotesi occorrerà un anno perché il PIL nominale torni ai livelli precrisi”.

“È probabile che nell’economia post-lockdown gli Stati e i settori non si muovano in sincronia. Tale situazione potrebbe essere amplificata dalle diverse politiche in atto volte a sostenere la ripresa dell’economia interna e in particolare la spesa al consumo. A guidare la ripresa nel terzo trimestre dovrebbe essere la Cina, seguita dalla Germania. USA e Regno Unito sono tradizionalmente molto flessibili, il che significa che dovrebbero recuperare terreno in breve tempo”.

Secondo Gautry, la fine del lock-down potrebbe favorire un aumento della spesa al consumo, mentre un incremento degli investimenti appare più difficile.

“La ripresa non sincronizzata e le tensioni commerciali infatti ostacolano un rapido rimbalzo di esportazioni e ordinativi oltre a ridurre la visibilità sugli sviluppi futuri. Inoltre, a causa del prolungarsi delle interruzioni delle supply chain, alcune società potrebbero avere difficoltà a reperire i componenti, mentre le aziende in difficoltà hanno aumentato l’indebitamento e in determinati casi sono addirittura fallite. Le loro priorità saranno: stabilizzare la produzione, dare slancio all’attività e rafforzare i bilanci anche se banche centrali e governi le hanno incoraggiate a chiedere finanziamenti offrendo garanzie e moratorie sul pagamento degli interessi”.

Sul fronte degli investimenti,

“il rimbalzo potrebbe essere in ritardo rispetto alla ripresa in altre aree. Per tale ragione l’investimento nel settore pubblico assume un ruolo nuovo nel panorama post lock-down. I governi hanno lanciato o predisposto piani per rivitalizzare gli investimenti e utilizzano la situazione attuale per favorire lo sviluppo di nuovi settori strategici”.

Un altro fattore fondamentale ai fini della ripresa nel breve periodo è l’occupazione:

“Tutti i governi hanno adottato misure di congedo e sono riusciti a compensare le perdite in termini di reddito. Tuttavia, in fase di ripresa emergeranno maggiori incertezze: un’accelerazione non troppo rapida dell’attività potrebbe obbligare le società a ridurre la forza lavoro in modo permanente impedendo un ritorno alla piena occupazione. Questo potrebbe significare che i governi si troverebbero costretti a estendere le misure di sostegno o ad adottarne di nuove focalizzate sul lavoro”.