Ecco quanto pesa la montagna del debito globale

di Giulia Schiro
6 Dicembre 2023 19:06

Il debito globale raggiungerà quota 97,1 mila miliardi di dollari quest’anno, con un aumento del 40% rispetto al 2019, di cui il 35,6% solo rispetto allo scorso anno, anche a causa dell’incremento record registrato nei primi sei mesi del 2023, secondo quanto si legge sul sito visualcapitalist.com.

Un peso per l’economia e il benessere mondiale forse sottovalutato, ma presente. Soprattutto dal momento che, durante la pandemia di COVID-19, i governi hanno iniettato ampi stimoli finanziari per sostenere il mercato del lavoro e prevenire un’ondata di fallimenti, esponendo però le economie globali a vulnerabilità poiché i tassi di interesse più alti stanno amplificando i costi di indebitamento.

La rappresentazione grafica seguente elaborata da Visualcapitalist.com mostra il debito globale per Paese nel 2023, basandosi sulle proiezioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI):

Debito globale per Paese
Debito globale per Paese

Di seguito, sono invece classificati i Paesi in base al debito lordo del settore pubblico, ovvero agli oneri finanziari dovuti da ciascuno Stato:

Visualcapitalist.com

Con 33,2 mila miliardi di dollari di debito governativo, gli Stati Uniti rappresentano oltre un terzo del totale mondiale. Dato l’aumento del peso del debito sopra menzionato, il costo per il servizio di questo debito rappresenta ora il 20% della spesa pubblica. E si prevede che raggiungerà 1 trilione di dollari entro il 2028, superando il totale speso per la difesa.

La terza economia mondiale, il Giappone, ha uno dei più alti rapporti debito/PIL, pari al 255%. Negli ultimi due decenni, il suo debito nazionale ha superato di gran lunga il 100% del suo PIL, a causa dell’invecchiamento della popolazione e delle spese per la previdenza sociale.

Nel 2023 l’Egitto sta affrontando elevati costi di indebitamento, con il 40% delle entrate destinato al pagamento del debito, guadagnandosi il primato di debito più elevato del continente africano.
Come l’Egitto, diverse economie emergenti stanno affrontando tensioni a causa dell’alto livello di indebitamento. Il Libano è in default dal 2020, e il Ghana ha in gran parte mancato al pagamento del suo debito estero, ovvero il debito dovuto ai creditori stranieri, nel 2022, cioè nel mezzo di una profonda crisi economica.

E a livello regionale, a quanto ammonta il debito nel 2023?

Debito globale pubblico per area geografica

Visualcapitalist.com

Possiamo notare che il Nord America ha sia il debito che il rapporto debito/PIL più elevato che il rispetto alle altre regioni. Proprio come il debito degli Stati Uniti è cresciuto, anche quello del Canada ha raggiunto il decimo posto a livello mondiale per il debito governativo.

In Asia e nel Pacifico, i livelli di debito si avvicinano a quelli del Nord America.

Al 3,3% del totale globale, il Sud America ha un debito di 3,2 mila miliardi di dollari. Poiché l’inflazione è diminuita, alcuni governi hanno già iniziato a ridurre i tassi di interesse. Ma, nel complesso, si prevede che i livelli di debito pubblico rimarranno elevati in tutta l’area geografica.

I livelli di debito sono aumentati rapidamente anche in Africa, con una media del 40% del debito pubblico detenuto in valute straniere, esponendolo alle fluttuazioni dei tassi di cambio. Un’altra sfida è che, essendo i tassi di interesse dei Paesi Emergenti e del Terzo Mondo più elevati rispetto alle economie avanzate, aumentano i costi del servizio del debito.

Entro il 2028, il Fondo Monetario Internazionale prevede che il debito pubblico globale supererà il 100% del PIL, raggiungendo livelli visti solo durante la pandemia. Nello specifico, ad aprile di quest’anno, il FMI segnalava che il rapporto debito/PIL globale continuerà a crescere di circa 1,25 punti percentuali all’anno nel medio termine fino al 2028: “complessivamente, il livello del debito pubblico è ora più elevato e si prevede che cresca più rapidamente di quanto previsto prima della pandemia, mentre anche i tassi di interesse reali stanno aumentando” osservava il Fondo Monetario Internazionale solo qualche mese fa.