Ecco 10 buoni motivi per sostenere i dipendenti con il welfare aziendale

4 Maggio 2022, di Valentina Magri

In tempi di inflazione galoppante, le aziende possono fare la loro parte. Da un lato, possono aumentare gli stipendi, come chiesto a gran voce dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando il 20 aprile scorso. Dall’altro, possono introdurre o potenziare il welfare aziendale. All’interno delle politiche di welfare rientrano i flexible benefit, ossia un importo erogato dall’azienda, da spendere in beni e servizi defiscalizzati. Vediamo qualche esempio di come funzionano in alcuni settori e dieci validi motivi per introdurre il welfare aziendale.

Come funzionano flexible benefit per i metalmeccanici

I flexible benefit rientrano nel welfare metalmeccanici, che li ha resi strutturali nel febbraio 2021, a seguito dell’accordo di rinnovo del contratto di categoria, in vigore fino al 30 giugno 2024. Un accordo che sottolinea la natura mutualistica e sociale del welfare aziendale e come sia sempre più parte integrante della retribuzione. Il nuovo CCNL dei metalmeccanici conferma i flexible benefit loro destinati. Benefit introdotti nel lontano 2016, quando il CCNL di settore fu il primo a prevederli. Una sperimentazione di successo, che è diventata strutturale.

I benefit sono indipendenti dal livello del CCNL dei metalmeccanici, ma dipendono dalla tipologia di contratto. Per capirci, ne hanno diritto solo i dipendenti a tempo indeterminato (esclusi gli apprendisti) e i dipendenti a tempo determinato, purché abbia maturato almeno 3 mesi, anche non consecutivi, di anzianità di servizio nel corso di ciascun anno (1° gennaio-31 dicembre).

Concretamente, i flexible benefit per i metalmeccanici ammontano a 200 euro l’anno, che potranno essere spesi per beni o servizi secondo quanto prevede il contratto. Le aziende nel mese di giugno di ogni anno, fino al 2024, dovranno mettere tali benefit a disposizione dei dipendenti. Che, a loro volta, dovranno usufruirne entro il maggio dell’anno dopo.

I flexible benefit di altri settori

A godere dei flexible benefit sono anche i lavoratori e le lavoratrici addetti alla piccola e media industria metalmeccanica privata, orafa e installazione impianti. Il CCNL Unionmeccanica-Confapi, firmato nel maggio scorso e valido fino al 2024, ha incrementato da 150 a 200 euro la quota di flexible benefit. I dipendenti potranno avvalersene entro i 31 dicembre di ogni anno.

Cambiando settore, altri dipendenti che godono di flexible benefit sono quelli delle agenzie marittime. Il CCNL di categoria prevede l’erogazione di strumenti welfare e benefit fino al 2023. Parliamo di un totale di 180 euro, che saranno erogati in 3 soluzioni da 60 euro ciascuno oggi anno, entro il mese di luglio.

I 10 buoni motivi per sostenere i dipendenti con il welfare aziendale

I flexible benefit descritti in precedenza sono solo una delle politiche di welfare, ossia un insieme di iniziative per aumentare il benessere dei dipendenti e favorire la conciliazione tra lavoro e vita privata.  Possono riguardare: previdenza; mutui; trasporto pubblico; salute; istruzione; assistenza familiare; sport, benessere, viaggi e cultura; buoni spesa, shopping e carburante.

Le politiche di welfare aziendale offrono 5 vantaggi ai dipendenti e altrettanti alle imprese. Queste ultime possono ridurre il costo del lavoro del 30-40%, sostenere il reddito dei dipendenti, premiare le performance, attrarre nuovi talenti e ridurre le dimissioni, aumentare la produttività dei dipendenti. Questi ultimi a loro volta godono di vantaggi fiscali, un aumento del potere d’acquisto, un miglioramento della qualità della vita, della relazione con l’azienda e in generale del bilanciamento tra lavoro e vita privata.

Valentina Magri | Wall Street Italia

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