EBA riattiva le sue linee guida sulle moratorie fino al 31 marzo 2021

3 Dicembre 2020, di Alessandra Caparello

L’EBA ha deciso di riattivare le sue linee guida sulle moratorie legislative e non fino al 31 marzo 2021. Dopo aver seguito da vicino gli sviluppi della pandemia COVID-19 e, in particolare, l’impatto della seconda ondata e le relative restrizioni governative adottate in molti paesi dell’UE, l’Autorità bancaria europea ha deciso di riattivare le sue linee guida che sospendono la riclassificazione automatica dei crediti per i prestiti con moratoria sulle moratorie legislative e non legislative fino al 31 marzo 2021.

Moratorie prorogate a marzo ed estese ai prestiti

Questa riattivazione, si legge sul sito dell’Eba, garantirà che anche i prestiti, che prima non beneficiavano di moratorie di pagamento, ne possano ora beneficiare.

Il ruolo delle banche nel garantire la continuità del flusso di prestiti ai clienti rimane della massima importanza e con la riattivazione di questi orientamenti, l’EBA riconosce le circostanze eccezionali della seconda ondata COVID-19. Le direttive rivedute dell’EBA, che si applicheranno fino al 31 marzo 2021, prevedono ulteriori misure di salvaguardia contro il rischio di un indebito aumento delle perdite non riconosciute nel bilancio delle banche.

Con il perdurare della pandemia COVID-19, difatti dice l’EBA, è fondamentale che le banche continuino a erogare prestiti all’economia reale, riconoscendo al contempo eventuali problemi di solvibilità, al fine di garantire che i prestiti problematici si riflettano bene nei loro bilanci.

Di conseguenza, nell’ambito della riattivazione delle sue linee guida sulle moratorie legislative e non legislative, l’EBA ha introdotto due nuovi vincoli per garantire che il sostegno fornito dalle moratorie si limiti a colmare le carenze di liquidità innescate dai nuovi blocchi e che non vi siano restrizioni operative sulla continua disponibilità di credito. Da un lato limita ai prestiti non superiori ai 9 mesi complessivi la possibilità di beneficiare delle linee guida, dall’altro chiede
agli enti creditizi di documentare alla propria autorità di vigilanza le valutazioni secondo le quali le esposizioni soggette a moratoria non siano destinate a divenire probabili inadempienze.