Eba, banche europee entrano nella tempesta coronavirus con miglioramento asset

15 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Le banche europee sono entrate nella tempesta causata dalla pandemia di coronavirus con un miglioramento della qualità degli asset e una minore esposizioni verso i crediti non-performing loans.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale dell’Autorità bancaria europea, relativo all’ultimo trimestre 2019, che ha passato in rassegna 147 banche (pari a oltre l’80% del settore Ue).

Entrando nel dettaglio del report, emerge che l’indicatore patrimoniale degli istituti di credito Cet1 ha raggiunto il 14,8% a pieno rispetto della regolamentazione rispetto a 14,4% nel terzo trimestre grazie a un maggiore patrimonio ma anche alla riduzione dell’ammontare delle esposizioni rischiose in parallelo al calo degli asset totali e dei prestiti totali.

L’Eba indica che ‘le posizioni equilibrate di capitale permettono alle banche di fronteggiare l’impatto della crisi sanitaria e di fornire prestiti all’economia’.

 

Migliore gestione dei crediti in portafoglio

Nello stesso periodo, il ratio di non-performing loans ha segnato una flessione (dal 2,9 al 2,7%), proseguendo un trend di piccole riduzioni come si è visto negli ultimi tre trimestri.

“Il ratio di Npl – si legge nella nota –  è calato anche se il denominatore (prestiti totali e anticipazioni) ha segnato una diminuzione”.

I dati Ifrs9 mostrano un miglioramento della qualità degli asset.  La quota di crediti ‘stage 2’ (per i quali la perdita attesa viene calcolata su un periodo che va fino alla scadenza naturale del finanziamento) – spiega la nota – ha segnato una flessione  da 6,9% a 6,8%; la quota di crediti ‘stage 3’ (inadempienze probabili e sofferenze) dal 3,3% al 3,1%.

Guardando avanti, l’attesa è che la qualità degli asset si deteriorerà nei prossimi trimestri anche se gli stimoli monetari e fiscali e le risposte sulla moratoria sui debiti può fornire sollievo alle banche e ai clienti

Uno sguardo infine al Roe, che è calato di 80 punti a 5,8%, ben al di sotto del costo medio per equity nelle banche dello spazio economico europeo e della Ue.

Il rapporto costi costi operativi e margine di intermediazione ha segnato un aumento da 63,3% a 64%.

Nonostante un leggero aumento da 1,43% a 1,45%, il margine di interesse netto è rimasto a un livello molto basso.

Tali trend, indica l’Eba, insieme all’aumento dei costi per il rischio presumibilmente forte e alle attese di calo delle commissioni, aumenterà significativamente la pressione sulla redditività delle banche.