E ora è guerra tra i Piigs. Tsipras: da Madrid e Lisbona cospirazione contro Syriza

2 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Proprio una bella figura, i paesi del Sud Europa, non l’hanno fatta e non la stanno facendo. Almeno nel dimostrare coesione; quella coesione auspicata anche da diversi esperti. Tanto che ora è esploso un vero e proprio caso, con il premier greco Alexis Tsipras che ha accusato Spagna e Portogallo di aver lanciato una cospirazione per rovesciare il suo governo anti-austerity.

A suo avviso, la cospirazione sarebbe stata messa in atto per il timore che anche nei propri paesi vincano forze o movimento simili a quelli di Syriza (come Podemos in Spagna). Tsipras ha parlato di “un asse di potenze…guidato dai governi di Spagna e Portogallo che, per ovvie ragioni politiche, hanno tentato di far fallire le negoziazioni”.

“Il loro piano era ed è quello di rovesciare o di far arrendere il nostro governo, prima che il nostro lavoro inizi a dare i suoi frutti, e prima che l’esempio della Grecia si diffonda in altri paesi – ha detto, aggiungendo – E soprattutto, prima delle elezioni in Spagna”.

D’altronde, il premier spagnolo Rajoy si è recato ad Atene prima delle elezioni in Grecia per avvertire gli elettori contro il rischio di credere alle promesse “impossibili” di Syriza. E anche in Portogallo si voterà, esattamente dopo l’estate. E’ vero che nel paese non esiste una forza anti-austerity potente come quella di Syriza o Podemos. Ma è vero altrettanto che il premier Pedro Passos Coelho ha ricordato alla Grecia, durante i negoziati all’interno dell’Eurogruppo, di attenersi alle regole severe decise da Bruxelles. “Ci siamo trovati d’accordo con il governo francese e con i governi di Italia e Irlanda. Penso che sia negativo stigmatizzare i paesi del Sud Europa”.

Eppure, è interessante notare come, durante le febbrili trattative, di tutti i paesi europei, sia stata la Francia, probabilmente stanca ormai di essere l’ombra della Germania, ad annunciare di “essere pronta a sostenere la Grecia”. Anzi, più che pronta, come aveva detto il ministro francese delle finanze Sapin, definendo gli sforzi di Atene – volti a rinegoziare gli accordi – “legittimi” e chiedendo “un nuovo contratto tra la Grecia e i suoi partners”.

Il premier Rajoy, nell’apprendere le parole di Tsipras, ha commentato stizzito. “Non siamo responsabili della frustrazione generata dalla sinistra radicale greca, che ha promesso ai greci qualcosa che non potranno mai dare”.

E non poteva non farsi sentire la Germania, che ha smentito ogni accusa di cospirazione, prendendo le parti di Spagna e Portogallo.

“Posso solo dire che per quelli che sono gli standard dell’area euro è stato un fallo molto inusuale”, ha detto il portavoce del ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble. “Nell’Eurogruppo non facciamo cose di questo genere”. Ma intanto in Spagna, Portogallo e anche Italia, non manca chi fa notare che di fatto il Sud Europa abbia preso le distanze da Tsipras, dicendo sì alla Germania della cancelliera Angela Merkel, senza alimentare un dibattito interno. E la sensazione è che una grande occasione sia andata perduta. (Lna)

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