E ora: aumento Iva e a rischio di ripagare l’Imu

30 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Cosa significa per gli italiani il nuovo, ennesimo, terremoto politico che sta scuotendo le fondamenta dell’Italia? Semplice: nuove tasse.

Intanto, con la crisi di governo e Letta pronto a chiedere la fiducia alle Camere, l’aumento dell’Iva non può essere più evitato.

In un contesto in cui ci si è di nuovo dimenticati delle sorti del paese e in un clima tanto rovente, è impossibile che la maggioranza si metta a tavolino per studiare le varie coperture, al fine di evitare l’incremento della tasse. Le conseguenze per le famiglie? Secondo il Codacons, l’impatto sarà di un aumento delle tasse fino a 349 euro per famiglia. Esattamente: da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone fino a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi.

E, come afferma in un articolo il Corriere della Sera, “si profila per gli italiani anche il pagamento, a metà dicembre, della seconda rata dell’Imu sulla prima casa. Le risorse per evitare il pagamento dell’imposta sugli immobili, 2,4 miliardi di euro già conteggiati nel bilancio di quest’anno (come il miliardo che arriverà dall’aumento Iva) devono essere trovate entro il 15 ottobre, secondo l’impegno politico preso dal premier, Enrico Letta. Ma con la crisi di governo è molto difficile che nella maggioranza si arrivi ad un accordo. Potrebbero esserci problemi anche sulla prima rata dell’Imu. Il decreto che l’ha cancellata è ancora in Parlamento e potrebbe finire ostaggio della crisi politica. Se non dovesse essere convertito in legge, verrebbero a mancare, oltre al presupposto per l’abbattimento della seconda rata, anche le coperture previste per compensare lo sgravio di giugno”.

Immediato l’appello di Confcommercio: la crisi “ha stremato famiglie e imprese” e impone al governo “la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l’aumento dell’Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l’economia reale”, avverte il presidente Carlo Sangalli.

“E’ assolutamente necessario che il Cdm vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell’economia e la crescita, a partire dal rinvio dell’aumento dell’Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse”.