E’ morto Neil Armstrong, primo uomo sulla Luna

25 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Il primo uomo che ha messo piede sulla Luna, Neil Armstrong, e’ morto oggi negli Stati Uniti. Aveva 82 anni. Armstrong e’ entrato nella storia ed e’ l’eroe di una generazione di ragazzi che negli anni Sessanta erano adolescenti.

Lo sbarco sul suolo lunare avvenne con il LEM (Lunar Excursion Module) dell’Apollo 11, nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969. «E’ un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità», disse Armstrong mettendo piede sul satellite della Terra, scendendo dalla scaletta del LEM. Il comandante della missione Apollo 11 fu accompagnato nell’avventura lunare da Buzz Aldrin, mentre in orbita intorno alla luna, ad aspettare il rientro dei due, fu il terzo uomo dell’equipaggio, Michael Collins.

Armstrong aveva subito un intervento chirurgico di quadruplo bypass coronarico lo scorso 7 agosto, due giorni appena dopo aver compiuto 82 anni. Il 6 un esame medico aveva rivelato la parziale occlusione nelle arterie che portano il sangue il cuore.

Negli anni dopo lo sbarco sulla Luna aveva sempre vissuto proteggendo in modo ossessivo la sua privacy, senza quasi mai apparire in pubblico. Secondo alcune fonti in ambito Nasa, l’ente spaziale americano, che lo avevano conosciuto bene, Armstrong soffriva di una forma di depressione molte forte, dovuta al contrasto formidabile dall’aver portato a termine una missione di portata storica – essere stato il primo uomo a mettere piede sulla Luna, passo decisivo nella conquista dello spazio – con la banalita’ della vita quotidiana.

Lo storico sbarco sulla Luna, nel luglio 1969, fu il coronamento della vita di Neil Armstrong. Ma fu anche e soprattutto un evento epocale nella storia dell’umanità, destinato a segnare l’apice della corsa allo spazio fra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Per quasi 20 anni le imprese spaziali furono un nuovo teatro della Guerra Fredda, una gara tecnologica senza risparmio di colpi cominciata ufficialmente il 4 ottobre 1957 con il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1. Il suo segnale, dallo spazio, segnò il primo punto a favore dell’Urss. La gara continuò serrata, un primato dopo l’altro, fino al 12 aprile 1961, quando Yuri Gagarin venne lanciato con la navetta Vostok I: il primo uomo nello spazio era russo.

Qualche settimana dopo, il 5 maggio, Alan Shepard fu il primo americano nello spazio, a bordo di una Mercury 3, in un volo suborbitale. Il primo a raggiungere l’orbita fu invece John Glenn il 20 febbraio 1962, a bordo di una Mercury 6. Appena 40 giorni più tardi, il 25 maggio 1961, il presidente Usa John Kennedy annunciò al Congresso l’inizio del Programma Apollo, destinato portare l’uomo sulla Luna entro dieci anni. Kennedy volle battere i sovietici, e si impegno’ per motivi politici nella corsa per lo conquista della Luna che poi ebbe esito positivo.

[ARTICLEIMAGE] LO SBARCO SULLA LUNA – Il primo passo fu il programma Gemini, per sperimentare la fattibilità tecnica. Nonostante i successi americani, furono però ancora i sovietici a fare nuovi passi avanti clamorosi: il 16 giugno 1963 Valentina Tereskova fu la prima donna cosmonauta. Gli Usa risposero con la prima sonda verso Marte, la Mariner 4, lanciata il 28 novembre 1964. Il 18 marzo dello stesso anno il sovietico Alexej Leonov fece invece la prima passeggiata spaziale.

La corsa allo spazio restò col fiato sospeso il 27 gennaio 1967, quando l’Apollo 1 esplose sulla rampa di lancio, ma il programma andò avanti. Nel Natale 1968 l’Apollo 8 entrò in orbita lunare e in quello stesso anno i sovietici lanciarono in orbita lunare i primi animali, due tartarughe, sulla capsula Zond 5.

Gli Usa raggiunsero alla fine il loro obiettivo il 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong potè muovere il primo passo sul suolo lunare: «Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità», secondo le parole celeberrime che egli stesso pronunciò via radio.

I sovietici non si arresero e cominciarono a lavorare alla prima stazione spaziale, la Salyut, che lanciarono il 19 aprile 1971. Solo qualche anno dopo ci furono le prime aperture alla collaborazione: il simbolo della fine della guerra fredda spaziale fu, nel luglio 1975, l’aggancio fra Apollo 18 e Soyuz 19 nella prima missione spaziale congiunta Usa-Urss.