E-commerce: più tutela dei consumatori in arrivo dall’Unione europea

16 Gennaio 2021, di Massimiliano Volpe

Con l’emergenza coronavirus l’e-commerce ha registrato una forte crescita anche in Italia come certificato dagli ultimi dati dell’Istat secondo i quali nel mese di novembre gli acquisti online hanno registrato un balzo del 50%.
In passato i potenziali acquirenti sono stati frenati dalla paura di incorrere in truffe o per la scarsa dimestichezza con i pagamenti digitali. Per venire incontro alle esigenze dei consumatori l’Unione europea sta per emanare delle nuove normative che hanno l’obiettivo di tutelare il cittadino nei confronti delle piattaforme di commercio elettronico. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Christian Di Mauro, partner, head dipartimento di contenzioso e arbitrati di Hogan Lovells in Italia.

Avv. Di Mauro, cosa prevede la nuova normativa europea?
Il Digital Services Act (“DSA”) e il Digital Markets Act (“DMA”) prevedono nuovi meccanismi per la protezione dei consumatori che acquistano prodotti e servizi online e la tutela della concorrenza. Tra le misure di spicco vi sono l’obbligo per le piattaforme di svolgere indagini sugli operatori commerciali per prevenire la vendita di prodotti o servizi illeciti, nonché nuovi obblighi di trasparenza per contrastare la diffusione di contenuti illeciti. In caso di violazione, le sanzioni variano da una percentuale del fatturato fino al disinvestimento.

Da quando entrerà in vigore?
Si tratta di proposte di regolamento della Commissione che dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, i quali possono anche apportare modifiche. È difficile prevedere le tempistiche. Nella scorsa legislatura, il tempo medio per l’adozione di una proposta della Commissione in prima lettura è stato di poco inferiore a 18 mesi. La centralità di internet in epoca Covid-19 potrebbe accelerare i tempi di adozione di questi regolamenti.

Che cosa cambierà per i consumatori italiani?
Nell’attuale formulazione, i consumatori saranno maggiormente protetti. Fra le varie novità: meccanismi più semplici per segnalare contenuti, prodotti o servizi illeciti e conoscere le ragioni per la rimozione di un proprio contenuto; obbligo per le piattaforme di fornire informazioni chiare su chi sia realmente il venditore negli acquisti online; trasparenza in tema di targeted ads e possibilità di modifica dei relativi criteri; maggiore competitività fra operatori e prezzi più accessibili.

Quali sono i benefici attesi da questa normativa?
Lo scopo della Commissione è quello di far vivere agli utenti un’esperienza online più sicura in termini di contenuti, beni e servizi. Dunque, meno attività illecite e maggiore protezione: da un lato si metteranno a disposizione dei consumatori importanti strumenti di tutela preventiva e successiva, anche sotto l’egida delle Autorità nazionali competenti, dall’altro si avrà maggiore responsabilizzazione degli operatori economici coinvolti (es. intermediari, service providers, grandi piattaforme).

Come potrà evolversi l’e-commerce?
Al netto delle potenziali modifiche che possono intervenire durante il percorso di conversione in regolamento, questa proposta si inserisce in un più ampio processo di adeguamento delle tutele dei consumatori online che i principali operatori economici coinvolti hanno avviato, già nel 2018, con l’adozione del Product Safety Pledge. L’e-commerce del futuro, nell’intento del legislatore comunitario, dovrà dunque contribuire a sviluppare un mercato più trasparente e più sicuro.