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Draghi sprona Confindustria e gli italiani: serve cambio di passo

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Gli industriali italiani riuniti all’assemblea Confindustria plaudono al premier incaricato Mario Draghi. Una standing ovation di un minuto ha accolto il presidente del Consiglio all’assemblea di Confindustria in cui il numero uno Carlo Bonomi ha precisato:

Ogni tanto la storia delle istituzioni italiane ci ha riservato un terzo tipo di uomini. Gli uomini della necessità. Personalità che avvertono il dovere di rispondere ai problemi della comunità italiana, prima che l’ambizione di restare a qualunque costo al suo timone. Ecco, Mario Draghi è uno di questi uomini, uomini della necessità”.  

Draghi interviene all’assemblea di Confindustria

Lungo e articolato l’intervento all’assemblea dello stesso premier che ha fatto trapelare un certo ottimismo per l’economia tricolore.

Le previsioni del governo che presenteremo a giorni, stimano una crescita intorno al 6% quest’anno e se riusciremo a tenere sotto controllo la curva del contagio potremo allentare ulteriormente le restrizioni che sono ancora in vigore ad esempio nei luoghi di lavoro, nei cinema, nei teatri, negli stadi e negli altri spazi di sport e cultura (…) la crescita che abbiamo davanti è un rimbalzo, legato alla forte caduta del prodotto interno lordo registrata l’anno scorso. Nel 2020, l’economia italiana si è contratta dell’8,9%, una delle recessioni più profonde d’Europa. Era dunque inevitabile che alla riapertura si accompagnasse una forte accelerazione dell’attività. La sfida per il Governo – e per tutto il sistema produttivo e le parti sociali – è fare in modo che questa ripresa sia duratura e sostenibile.”

All’assemblea di Confindustria, il presidente del Consiglio ha anche tenuto a precisare che il governo non intende aumentare le tasse.

“Voglio riaffermare, penso sia importante, che il governo da parte sua non ha intenzione di aumentare le tasse. In questo momento i soldi si danno e non si prendono”. “Per assicurare la sostenibilità della ripresa dobbiamo prima di tutto impedire che ci siano altre significative ondate di contagio. Il governo sta agendo con la massima determinazione per evitare nuove chiusure. Voglio quindi ringraziare ancora una volta gli italiani per la convinzione con cui hanno aderito alla campagna vaccinale, e le imprese per l’impegno dimostrato nel cooperare alla sua organizzazione”. “Dobbiamo evitare i rischi congiunturali che si nascondono dietro questo momento positivo, preservare buone relazioni industriali, perché assicurino equità e pace sociale e accelerare con il nostro programma di riforme e investimenti, per migliorare il tasso di crescita di lungo periodo dell’economia italiana. “A oggi, oltre 41 milioni di italiani hanno completato il ciclo vaccinale, quasi il 77% della popolazione con più di 12 anni – ha detto ancora -. E siamo vicini a raggiungere e poi superare l’obiettivo che c’eravamo posti, ovvero immunizzare entro fine settembrel’80% della popolazione vaccinabile”.

A tal proposito Draghi ha precisato che il “green pass”  è uno strumento di libertà e sicurezza, per difendere i cittadini e i lavoratori e tenere aperte le scuole e le attività economiche.

Draghi presenta il «Patto per l’Italia»

Ci riconosciamo in lui”, “deve continuare a lungo”, quindi fino al 2023 come minimo. Il premier ottiene la benedizione di Confindustria per un suo possibile ulteriore mandato e lo stesso Draghi, durante il suo intervento, si è soffermato ad analisi su questioni legate alla sua esperienza da premier.

Un governo che cerca di non far danni è molto, ma non basta per affrontare le sfide dei prossimi anni, in primis le tensioni geopolitiche, il protezionismo, ma anche il probabile mutare delle condizioni finanziarie, il graduale affievolirsi degli stimoli di bilancio. È quando l’intero quadro di riferimento politico, economico e sociale cambia che più occorre essere uniti per non aggiungere incertezza interna a quella esterna (…) Niente è più facile che nel momento in cui il quadro complessivo cambia, le relazioni industriali vadano particolarmente sotto pressione e invece bisogna essere capaci di tenerle. Le parole di Bonomi suggeriscono che si possa iniziare a pensare a un patto economico, produttivo, sociale del Paese. Ci sono tantissime cose di cui discutiamo continuamente che possono essere materia di questo patto. La definisco una prospettiva economica condivisa. Bisogna mettersi seduti tutti insieme.

Anche Bonomi sottolinea come sia il “tempo di decidere di scegliere di cambiare”.

Di fare le scelte più giuste per far crescere l’Italia nel mondo. La cosa più difficile della vita è capire quale ponte devi attraversare e quale ponte devi bruciare. Perché cambiare è certo difficile, ma non cambiare per l’Italia è fatale(…) “Fatti dire che è impossibile, e dimostra a tutti che puoi farcela”.