Draghi: rischi al ribasso per economia. “Fu Napolitano a chiamare”

4 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – Come largamente atteso la Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro nell’area euro allo 0,75%. I tassi di riferimento si trovano ai minimi assoluti da ormai luglio 2012. Il tasso marginale e’ rimasto fermo all’1,50%. Mantenuto lo status quo anche sugli interessi sui depositi (0,00%). La decisione è stata unanime. Nessun cambiamento nemmeno dalla Banca d’Inghilterra.

Aumenta il peso della responsabilita’ sulle spalle di Draghi, chiamato a rivelare un piano B di riserva, nel caso in cui la crescita economica nel blocco a 17 dovesse continuare a languire. Le pressioni arrivano da più parti e le previsioni per quanto potrà avvenire nelle prossime riunioni non mancano.

Soprattutto, si spera in un taglio dei tassi, in un momento in cui lo spettro dell’inflazione sembra ormai scongiurato, visto che lo stesso Draghi ha sottolineato durante la conferenza stampa successiva all’annuncio della Bce, che “le pressioni al rialzo sui prezzi dovrebbero restare contenute, le dinamiche della base monetaria restano sommesse e le generali attese di inflazione sono saldamente ancorate a valori coerenti con i nostri obiettivi”.

D’altronde, sembra che i fondamentali dell’economia dell’Eurozona siano in serio pericolo visto che, nel corso della conferenza stampa iniziata alle 14.30, il numero uno della Bce Mario Draghi ha detto chiaramente che “la graduale ripresa attesa nella seconda metà dell’anno è soggetta a rischi al ribasso“.

La dichiarazione ha avuto un immediato effetto sull’euro che, dopo aver riagguantato quota $1,28, è sceso nuovamente al di sotto della soglia psicologica, fino a $1,2760. Draghi ha anche aggiunto che “la politica accomodante rimarrà in essere fino a quando ce ne sarà bisogno”, altra dichiarazione che ha messo sotto pressione la valuta europea.

Il banchiere fiorentino ha fatto riferimento al problema dell’accesso al credito da parte soprattutto delle piccole e medie imprese: “Tenete ben presente quanto la Bce può e non può fare”, ha detto, precisando che l’istituto non può colmare la mancanza di capitali delle banche. “Non possiamo rimpiazzare la mancanza di capitale nel sistema bancario”, ha precisato.

Detto questo, i mercati e gli economisti chiedono azioni più decisive a Draghi e all’Eurotower: si rafforza l’ipotesi di un taglio dei tassi di rifinanziamento, ipotesi che però il banchiere non ha voluto commentare, limitandosi ad affermare che “il target dei tassi di cambio” non è qualcosa di pertinente alle decisioni della Bce. Draghi ha glissato anche sulla situazione in Italia dicendo chiaramente: “Non ho intenzione di commentare sulla situazione in italia”.

Allo stesso tempo ha confermato che “fu (il presidente della Repubblica Giorgio) Napolitano a chiamarmi” prima di prendere la decisione di assegnare a 10 saggi il compito di trovare soluzioni condivise tra i partiti in tema di riforma di istituzioni e legge elettorale, oltre che di rilancio del lavoro e dell’economia.

Le aspettative degli esperti sono di un nuovo programma di intervento, costituito probabilmente da nuove manovre straordinarie di stimolo monetario a lungo termine o da interventi per evitare la fuga dai depositi dopo il caso di Cipro. Proprio sul caso Cipro, Draghi ha affermato che il prelievo forzoso sui conti correnti è un caso isolato, e che le parole del numero uno dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem sono state fraintese. Insomma, “Cipro non è un modello” per i piani di salvataggio.

Gli ultimi dati macro sui prezzi al consumo nell’area euro hanno servito un assist al banchiere fiorentino. In marzo l’inflazione dell’area euro e’ scesa all’1,7%, allontanandosi dalla soglia limite del 2% fissata dalla Bce. Il presidente Mario Draghi ha pertanto ampio margine di manovra in questo senso.

“E’ da inizio anno che i mercati finanziari si stanno chiedendo se ci sarà un taglio dei tassi. Fino ad oggi, la Bce ha resistito a questa tentazione”, ha scritto in una nota Carsten Brzeski senior economista di ING a Brussels.

“Dovranno iniziare a pensare a un piano di misure non convenzionali, se la ripresa non si concretizzerà – ha detto in una intervista a Bloomberg Martin van Vliet, economista senior dell’area euro sempre per ING, ad Amsterdam – Potrebbe essere troppo presto per la Bce agire ora, ma mi aspetto che Draghi riconosca che l’economia non sta migliorando e le probabilità di una sorpresa sono più alte rispetto a quanto non lo siano mai state”. Ma per ora, il banchiere ha deluso i mercati: Piazza Affari ha azzerato i guadagni dopo le sue dichiarazioni, e ha virato alle 15.15 ora italiana in rosso con altri listini azionari europei.