Draghi: “ripresa Eurozona e anche inflazione”, euro sale

27 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

I segnali di ripresa economica ci sono tutti, ma non è ancora tempo mettere la parola fine al QE. La conferma arriva dal presidente della Bce, Mario Draghi, durante il forum delle banche centrali a Sintra, in Portogallo, nel quale ha spiegato che ripresa nell’Eurozona è “al di sopra del trend e ben distribuita” ma “dobbiamo persistere nella nostra politica monetaria” e serve “prudenza” con un aggiustamento graduale dello stimolo della Banca centrale europea.

Draghi ha inoltre osservato che dall’inizio degli acquisti di titoli pubblici a gennaio 2015 da parte della Bce, l’economia dell’Eurozona è cresciuta del 3,6% e l’occupazione “di oltre quattro milioni”.

Non solo. Dal punto di vista dei prezzi, Draghi osserva ancora che:

 “Le forze deflazionistiche sono state sostituite da quelle reflazionarie” ha continuato, spiegando che bisogna perciò “perseverare nella nostra politica monetaria”. “Un considerevole grado di accomodamento monetario è ancora necessario per far sì che le dinamiche dell’inflazione diventino durature e indipendenti”, ha segnalato Draghi.

Le parole di Draghi hanno spinto in alto l’euro, che ha toccato i massimi da nove giorni contro il dollaro a 1.1215.

Il presidente della Bce ha quindi affermato che “c’è una ritrovata fiducia nel processo di riforma e nel sostegno alla coesione, che potrebbero aiutare a liberare domanda e investimenti”.

“Per anni – ha continuato Draghi – l’Eurozona è stata avvolta in una nube d’incertezza sulla possibilità di realizzare le necessarie riforme sia a livello nazionale che dell’Unione”, un freno alla fiducia e agli investimenti. “Oggi le cose sono cambiate” e sul versante politico “spirano venti a favore”.