Draghi, ma siamo sicuri sia un banchiere centrale?

2 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Luca Ciarrocca e’ il direttore e fondatore di Wall Street Italia

E pensare che Mario Draghi ci era sempre piaciuto, come italiano atipico e assai degno di rispetto, per cultura, curriculum e modi, in quel caravanserraglio di capi e capetti che, in economia e politica, ha imperversato negli ultimi 20 anni devastando l’Italia.

Sembrava davvero fatto di stoffa migliore invece, anche a lui ora va riservato un bel posto in qualche girone infernale. Sono bastati pochi mesi di “potere vero”, al vertice della seconda banca centrale piu’ importante del mondo, per contaminarlo. E’ imbolsito, infiacchito ed e’ ormai totalmente incline al “moral hazard” e alle trame delle lobby. Mai difendera’ i cittadini, e’ cosi’ ovvio. Mr. Draghi ha perso 10000 punti, tutto il nostro favore e la stima (che prima aveva).

Da giovedi’ 2 agosto 2012, il presidente della Bce non e’ piu’ credibile, agli occhi dell’intero mercato mondiale. Ancor meno credibile e’ l’istituzione che dirige, la Banca centrale europea, istituto di emissione di una moneta in via di default, anche se tuttora in circolazione in decine di paesi.

In ogni caso, aspettando futuri eventi piu’ drammatici – e ci saranno – WSI consiglia sommessamente al board della Bce di abolire la conferenza stampa del presidente; dopo il grossolano esito dell’ultima a cui abbiamo assistito, un comunicato scritto e inviato a Reuters e Bloomberg sara’ piu’ affidabile della conference “live” da Francoforte ed evitera’ la serie senza fine di gaffe ed errori come quelli compiuti da Mario Draghi. Con effetti devastanti per l’euro e l’Europa.

Vediamo rapidamente (attenzione: a caldo) quali.

1) Mr. Draghi e’ parso troppo italiano, quell’italianita’ un po’ pressappochista e facilona che non aveva mai mostrato in passato, l’inglese poi men che perfetto, nonostante i tanti anni vissuti a New York. Perfino Trichet si esprimeva meglio. Spesso non capiva e non ricordava la prima parte delle domande “lunghe” dei giornalisti. Distratto, not focused, poco aplomb. Quando non sapeva cosa rispondere, leggeva.

2) E’ inammissibile che un banchiere centrale che rappresenta mezzo miliardo di cittadini europei sostenga in pubblico “di non shortare l’euro”, come mr. Draghi ha osato fare nello stupore generale. Cio’ abbassa di botto il livello del discorso pubblico e istituzionale a una lotta personale tra lobby, tra guardie e ladri, tra speculatori ed enti di controllo. Con enorme confusione di ruoli.

3) E’ inaudito pure che un banchiere centrale sostenga – senza neanche misurare le parole (si risenta i discorsi del sofisticato Alan Greenspan….) che le sue stesse dichiarazioni di una settimana prima a Londra avevano creato “determinate aspettative” sul mercato, e che proprio queste aspettative erano cio’ a cui lui come presidente della Bce in effetti mirava. Ma davvero? Cio’ e’ assolutamente inaccettabile. Avendo quelle parole (“faremo di tutto per salvare l’euro”) provocato immediati rialzi su tutti i mercati – azionari, obbligazionari e forex – Draghi potrebbe essere messo in stato di accusa per aggiotaggio.

4) Col senno di poi, 7 giorni dopo, si direbbe quindi che mr. Draghi abbia bluffato il 26 luglio con lo speech londinese “rialzista”. Ebbene: era stato concordato, il testo del suo discorso, con il board della Bce? Quelle frasi erano state accettate e condivise (o magari suggerite…) dall’azionista occulto di maggioranza della Banca centrale europea e vero burattinaio dell’ex governatore della Banca d’Italia (da ieri e’ palese) cioe’ herr Jens Weidmann, presidente della Bundesbank?

5) Se e’ cosi’, allora e’ vero che la Buba ci ha messo una settimana per vedere il bluff e mr. Draghi ha aspettato da un giovedi’ all’altro per fare marcia indietro, sostenendo che in quel suo primo discorso che tanto scalpore aveva fatto, non c’era proprio nulla di cio’ che il mercato e i media ci avevano voluto vedere o leggere, provocando cosi’ il rialzo dell’euro, delle borse, nonche’ il crollo dello spread.

6) La cosa migliore per cui mr. Draghi potrebbe optare, adesso, e’ fare pubblica ammenda. Diciamo la verita’: mai Paul Volcker, Alan Greenspan o Ben Bernanke, presidenti passati e l’ultimo in carica della Federal Reserve americana, si sarebbero azzardati a dichiarare ai mercati, per gli Stati Uniti, di stare attenti a “non shortare il dollaro”. E nessuna carica istituzionale mondiale cita i mercati, se non in termini generici (i presidenti Usa si guardano bene dal parlare di dettagli tecnici). Un’affermazione quindi grave. Ovviamente Mr. Draghi non chiedera’ scusa a nessuno. Ma la sua credibilita’ e’ crollata.

7) Mr. Draghi infine, da ora in poi rimarra’ il cavalier servente non solo ufficiosamente ma ormai ufficialmente della Germania e della politica di Angela Merkel, in un’Europa che anche i minus habens capiscono non funziona piu’, un’Europa ingiusta, debole con i forti e arrogante con i deboli. Un’Europa che permette a certuni paesi di finanziarsi all’1 virgola qualcosa per cento (bund decennale della Germania) mentre altre nazioni cosiddette periferiche (ex PIIGS) sono costrette a dissanguarsi ricorrendo al mercato con bond emessi al 6,3% (livello del Btp Italia a 10 anni ieri sera). Anche se, diciamo un’altra verita’ scomoda, tutte le banche europee saranno per sempre grate a mr. Draghi che lo scorso dicembre le ha salvate sifonando dalla Bce nelle loro esauste casse oltre 1 trilione di euro (mille miliardi) al tasso dell’1%.

Per favore, signori del board Bce, la prossima volta dateci in pasto un comunicato pre-cotto sulle vostre pessime decisioni, qualsiasi esse siano, sui tassi, sul nuovo LTRO in arrivo, sull’acquisto di bond spagnoli e italiani, etc etc. Magari con note di spiegazioni “tecniche” a fondo pagina. Ma noi cittadini che mastichiamo di politica, mercati e macroeconomia non vogliamo piu’ sentire parlare “in viva voce” Mario Draghi. Senza contare che, con poche avventate parole, in mezzora il nostro italiano d’Europa – l’altro Mario – ha fatto perdere allo spread Btp/Bund -10,7% e -4,6% alla Borsa di Milano. Bravo! Cosi’ ora all’Italia rifinanziare il proprio debito kolossal da 2 trilioni di euro costera’ 500 punti-base in piu’ rispetto alla Germania. Quanti miliardi buttati via sono? Ringraziamo in anticipo chi fara’ fa il calcolo.

E’ questa l’Europa e sono questi i leader europei che vogliamo, che un giovedi’ parlano e fanno salire la borsa del +5% e il giovedi’ successivo riparlano facendola crollare, mentre lo scenario e’ cupo, le aziende chiudono i battenti, il 36% dei giovani non ha lavoro, la classe media annaspa, viene tartassata e vessata come in uno stato di polizia e il nostro ex bel paese sprofonda in una rovinosa recessione? Rispondeteci, lettori di Wall Street Italia, chiediamo a voi. Perche’ quelli delle caste tramano in segreto, sono arroccati come la mafia perdente e pensano solo agli affari loro.