Draghi: “La Bce non salverà stati insolventi”

10 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – ”Finora non e’ stato speso un solo euro per il programma” OMT. Lo ha detto il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, in un’intervista alla televisione tedesca Zdf, rilasciata alla vigilia dell’avvio dell’esame della Corte Costituzionale della Germania sul programma di acquisto di titoli sovrani. Draghi ha respinto le preoccupazioni sul fatto che l’OMT possa diventare un modo per stampare moneta per ripagare debiti pubblici: ”Sara’ attivato solo se sara’ compromessa la fiducia nell’euro, non per finanziare gli stati” ha detto ”non interverremo per assicurare la solvibilita’ di un singolo paese”. Draghi ha poi ricordato che con il precedente programma di acquisto ”la Bce ha acquistato molti meno titoli di quanto abbiano fatto altre banche centrali”. (ASCA-AFP)

Draghi ha anche toccati altri concetti, nella sua intervista alla tv tedesca Zdf:

– Gli stati sovra-indebitati devono fare riforme seriamente, come le ha fatte la Germania nel 2003.

– Il rischio dei contribuenti tedeschi e’ oggi chiaramente diminuito rispetto a un anno fa.

All’udienza della corte costituzionale tedesca sulla legittimita’ dello scudo anti-spread, in cui si profila uno scontro con la Bundesbank, Mario Draghi non andra’ direttamente. Ma il padre del ‘bazooka’ sfoderato dalla Bce esce allo scoperto proprio alla vigilia dei due giorni di udienza, difende la misura decisa dalla Bce e invia una serie di messaggi tagliati su misura per rassicurare i contribuenti tedeschi.

I giudici supremi hanno convocato per domani i vertici della Bce e della Bundesbank: il giudizio e’ atteso entro fine anno. E se Karlsruhe non ha il potere di bloccare la Bce, un suo giudizio negativo sulla costituzionalita’ dell’Omt, il programma di acquisto bond che ha fatto crollare gli spread di Italia e Spagna, rischia di infiammare nuovamente i mercati. La Bundesbank potrebbe chiamarsi fuori.

Il governo tedesco oggi ha fatto da sponda all’Eurotower: “io credo che la Bce si muova nel suo mandato, e lo faccia nel modo giusto e con successo”, ha detto oggi il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble. Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank che guida il fronte dei contrari allo scudo anti-spread, sceglie il fair play: l’udienza – ha detto alla tv tedesca Zdf – “non e’ un caso di banche centrali che si sfidano attraverso i giudici”.

Ma Draghi conosce le insidie che potrebbero scaturire da Karlsruhe per l’efficacia, e la potenza dissuasiva sui mercati, di quell’Omt che lui stesso ha definito “il successo maggiore della politica monetaria in tempi recenti”. Un suo tallone d’Achille sono i pochi dettagli tecnici finora pubblicati sul ‘bazooka’ salva-Stati, una nota di meno di 500 parole, anche se giovedi’ Draghi ha precisato che la documentazione integrale e’ pronta e “sta per uscire”.

E cosi’ oggi l’ex governatore di Bankitalia ha scelto di parlare ai tedeschi in tv, per dir loro che con l’Omt “finora non si e’ speso un solo euro”. Che il rischio per i contribuenti attraverso le misure Bce “e’ chiaramente diminuito rispetto a un anno fa”. Che non si uscira’ dalla crisi facendo inflazione, “questo lo garantisco io”. Si fa alfiere delle riforme alla tedesca che non hanno fatto breccia al sud d’Europa: “gli stati sovra-indebitati devono fare riforme seriamente, come le ha fatte la Germania nel 2003”.

E visto che il vero timore e’ che il paracadute della Bce tolga l’incentivo alle inevitabili riforme da parte dei governi, timore piuttosto diffuso anche ai piani alti della Bce, Draghi promette rigore nel far rispettare le condizioni imposte agli Stati che ricevono il salvataggio: “non agiremo per assicurare la capacita’ di pagamento di un Paese”. Un messaggio rivolto anche ai giudici, per dimostrare che la Bce agisce nel suo mandato, quello di far funzionare la politica monetaria nell’Eurozona, e non viola il divieto, posto dai trattati, di finanziamento monetario agli Stati.

A fronteggiare Weidmann davanti ai giudici di Karlsruhe ci sara’ un altro tedesco del consiglio esecutivo Bce, Joerg Asmussen, che oggi ha anticipato la sua linea: “nessuna istituzione agisce in uno spazio vuoto: se il programma di acquisto dovesse essere ritirato questo avrebbe conseguenze notevoli”. E visto che i giudici stanno ancora raccogliendo deposizioni sul fondo salva-Stati europeo, l’Esm, principale oggetto del ricorso alla Corte da parte di 35.000 firmatari tedeschi, domani ci sara’ lo stesso Schaeuble.

Un giudizio ad alta valenza politica, dunque, nel quale la suprema corte potrebbe esprimersi anche assumendo una posizione sfumata. La sua giurisprudenza e’ sempre stata favorevole all’integrazione europea. Ma i giudici potrebbero appesantire i passaggi procedurali per sborsare aiuti, richiedendo l’approvazione dei singoli salvataggi da parte del Parlamento tedesco. E aprire un capitolo difficile su cui la Bce tende a glissare: chi impone a uno Stato misure di bilancio rigorose e poi le verifica? Dev’essere anche per questo che la nota tecnica della Bce invita esplicitamente il Fondo monetario internazionale, un organismo esterno, a definire i programmi di aggiustamento per i Paesi che dovessero attivare l’Omt, e a monitorarne i progressi.