Draghi e la ripresa nel 2013? Macchè, dice Pimco

20 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Da Bruxelles e Palazzo Chigi lo disegnano in timida ripresa. Mario Draghi, numero uno Bce, parla di ripresa il prossimo anno. Macché. Da Oltreoceano, dai desk di Pimco, il più grande fondo di investimento, il 2013 assume altri contorni: quelli della recessione più dura. Saranno Italia e Spagna gli anelli più deboli con una crescita pari a zero e previsioni alquanto deludenti per il settore pubblico.

“Il consensus sarà deluso con dati peggiori delle attese”, prevede Andrew Balls, alla guida della divisione che gestisce la strategia di portafoglio europea di Pimco.

“Guardando i singoli paesi, ci aspettiamo una profonda recessione nelle economie periferiche, che impatterà in maniera più moderata su Germania e Francia”, spiega, anticipando che nel complesso, la crescita diminuirà del -1% a -1,5%.

Sorvegliata speciale sarà la Spagna costretta a fare richiesta degli aiuti entro la fine del primo trimestre. “I primi tre mesi del prossimo anno saranno molto interessanti per i mercati: gli investitori guarderanno le emissioni di titoli di Stato con Madrid che chiederà l’attivazione del piano di salvataggio“, sostiene Antonin Jullier, responsabile delle strategie di trading azionario presso Citigroup in un’intervista a Bloomberg TV.

Un punto di vista condiviso da Lyn Graham-Taylor, strategist del reddito fisso di Rabobank. “La Spagna del primo ministro Rajoy chiederà il piano di salvataggio solo se sarà costretto a farlo perché sarà un suicidio politico: il tutto dipenderà dai rendimenti se saranno a livelli più o meno sostenibili”.