Draghi, atteso in settimana il giuramento del nuovo governo

8 Febbraio 2021, di Massimiliano Volpe

Dopo gli incontri di oggi pomeriggio, domani martedì 9 febbraio, la giornata del premier incaricato Mario Draghi sarà dedicato a un secondo giro di contatti coi partiti.
Secondo le indiscrezioni circolate in queste ore martedì sera o al massimo mercoledì mattina il premier incaricato potrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva sul mandato e avere un colloquio decisivo sulla composizione della squadra dei nuovi ministri.

Ancora non è ancora chiaro da chi sarà composto il nuovo governo, se solo da ministri tecnici come nel caso dell’esecutivo di Mario Monti nel 2011 o saranno presenti esponenti del mondo politico, magari come sottosegretari per tenere i collegamenti con il Parlamento come avvenuto con il governo di  Carlo Azeglio Ciampi nel 1993. 

Secondo quanto richiesto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà in ogni caso trattarsi di un governo di alto profilo che non deve identificarsi con alcuna formula politica. L’ipotesi che resta prevalente è quella di un mix tra tecnici e politici. I nomi comunque non saranno oggetto di confronto con le forze politiche.

Al momento tutte le principali forze politiche, ad eccezione di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, si sono detti disponibili ad appoggiare il nuovo esecutivo. L’obiettivo di Draghi è quello di raccogliere una maggioranza più ampia possibile.

Draghi, entro venerdì il giuramento al Quirinale

Per sapere quando il nuovo governo sarà pienamente operativo ci sono dei tempi tecnici da rispettare e degli atti formali da compiere, ma potremmo avere il nuovo governo in carica già nei primi giorni della prossima settimana.

Se il secondo giro di consultazioni si concluderà con un accordo, è possibile che il nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi effettui il giuramento nelle mani del presidente Mattarella entro venerdì 12 febbraio. Con il giuramento il nuovo governo entra in carica.
La settimana prossima si voterebbe così la fiducia alla Camera e al Senato e il governo entrerà nel pieno delle sue funzioni.

Le priorità del nuovo governo

Tra le priorità di Mario Draghi la messa a punto del recovery plan da 210 miliardi di euro che deve essere presentato entro aprile a Bruxelles. Le bozze del piano finora circolate sono state ritenute insufficienti per favorire nuovi investimenti e rilanciare l’economia italiana verso un solido percorso di crescita.

Connesso al piano ci saranno da mettere in cantiere  le riforme che la Ue ha chiesto tra cui la semplificazione della pubblica amministrazione (burocrazia), della giustizia e del fisco. Riforme ferme da anni nei meandri della politica romana visto che nessuno dei precedenti governi ha avuto la forza di portarle a compimento.

Da mettere a punto al più presto anche la campagna di vaccinazioni per favorire entro la fine dell’anno la famigerata immunità di gregge. Solo in questo modo potranno essere rimosse le limitazioni alle attività commerciali e agli spostamenti introdotte per limitare la circolazione del virus.

Cosa trova il nuovo Premier

La situazione dell’economia italiana, ancora nel pieno della pandemia da coronavirus versa in situazioni drammatiche. Secondo quanto reso noto oggi dall’Istat nel 2020 il Pil italiano ha registrato un crollo dell’8,9%, il maggiore dalla fine della seconda guerra mondiale. Per il 2021 il Fmi stima una ripresa del 3%, ovvero 2,2 punti percentuali in meno delle stime precedenti di ottobre. Per quanto riguarda il 2022 il Pil è dovrebbe crescere del 3,6%, l’1% in più alle stime di ottobre. Si tratta di numeri inferiori a quelli previsti gli altri paesi della zona euro.

Drammatica, per le dimensioni, anche la situazione dei conti pubblici. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale alla fine del 2021 il rapporto tra debito pubblico e Pil salirà al 160%. Un livello record ma che al momento è ritenuto sostenibile grazie agli acquisti per oltre 300 miliardi di euro di Btp effettuati nel corso degli ultimi 12 mesi dalla Bce.

Difficile anche la situazione sul fronte sanitario con un bilancio dall’inizio dell’emergenza di 2.570.608 persone contagiate e oltre 90 mila decessi.