Dopo Deutsche Bank, aumento di capitale anche per Credit Suisse

23 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Dopo Deutsche Bank, un altro colosso europeo ha bisogno di denaro fresco. Credit Suisse potrebbe essere costretta a ricorrere a un piano di rafforzamento patrimoniale. Il titolo di Credit Suisse cede quota oggi in Borsa dopo che sono emerse indiscrezioni secondo cui la seconda banca della Svizzera potrebbe presto approfittare dell’euforia dei mercati finanziari, prima che sia troppo tardi e si apra una fase di correzione, per rivolgersi ai privati per aumentare i livelli di capitale di 3 miliardi di franchi svizzeri (circa 3 miliardi di dollari).

Non sorprende che le indiscrezioni di Bloomberg non siano piaciute agli investitori. Il titolo è sceso in area 14,53 franchi in seguito alla diffusione del dispaccio di agenzia. Bloomberg precisa che Credit Suisse potrebbe voler alzare la sua capitalizzazione del 10%: ai prezzi attuali equivarrebbe a circa 3,1 miliardi di franchi.

Stando a quanto riportato dalle fonti a Bloomberg, la banca si sarebbe rivolta a una serie di consulenti sulla possibilità di varare un’operazione di aumento di capitale di anche 5 miliardi di franchi, previa ovviamente l’approvazione dei soci azionisti. Il titolo perde più del 2,5% al momento a Wall Street (segui live blog di mercato).

L’aumento di capitale sostituirebbe la prevista Ipo della divisione svizzera, perché viene visto come un’alternativa maggiormente redditizia. È un momento conveniente per le banche raccogliere capitale sui mercati finanziari ed è il momento per cui Credit Suisse sta valutando tutte le opzioni per rafforzare il patrimonio.

A inizio marzo il Cda di Deutsche Bank ha dato il via libera a un aumento di capitale da 8 miliardi di euro, nel quadro di un più ampio programma di rilancio che prevede anche la vendita di una fetta della sua unità di asset management nei prossimi due anni e un taglio, da qui al 2018, del 22% dei costi, mantenendo al contempo la divisione consumer di Postbank.