Donne e lavoro: Italia maglia nera in Ue, guadagni inferiori a quelli degli uomini

25 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

In Italia le donne rappresentano il 78% dei decision maker visto che sono molteplici gli ambiti in cui esse sono chiamate a svolgere ruoli e compiti chiave.
Dalla responsabilità genitoriale e di cura all’interno dei nuclei familiari, ai loro diritti e sentire, dall’amministrazione del bilancio familiare alla conduzione di aziende e imprese di varia natura.
Così quanto emerge dalla conferenza tenutasi  nella Biblioteca della Camera dei Deputati a Roma in cui è stata presentata DONNE.IT, un progetto di Obiettivo Famiglia – Federcasalinghe e Site by Site, che ha come obiettivi sviluppare due aspetti molto comuni al mondo femminile: Culturale (uguaglianza di genere) ed Economico (parità retributiva e opportunità nell’imprenditorialità).

Il tasso di occupazione femminile

Le donne rappresentano circa il 40% della popolazione aziendale e il 52,2% della popolazione femminile italiana tra i 20 e i 64 anni lavora, seppur in Italia il tasso di occupazione femminile risulti inferiore anche per le donne laureate rispetto alla controparte maschile (75% contro l’83,7% dei laureati).

A fine 2017 in Italia si contano 1 milione e 330 mila attività economiche a conduzione femminile (21,86% del totale) e solo il 27% delle posizioni manageriali è occupato da donne.

Ma è un altro il dato che emerge e che merita maggiore attenzione: qualsiasi sia il livello impiegatizio, le donne continuano a percepire guadagni inferiori rispetto agli uomini, con stipendi più bassi del 18,8% contro il 16% previsto in tutta l’Unione Europea. Inoltre le donne che hanno figli con età massima cinque anni sono meno inserite nel mondo del lavoro rispetto a quelle che non sono madri (45,8% contro un 53,2%).

Poche nei ruoli al vertice

Nelle imprese le donne raramente raggiungono le posizioni dirigenziali più elevate, con solo il 6,3% delle posizioni di amministratore delegato nelle principali società quotate in borsa nell’UE, detenuto da donne.
Ma anche chi lavora all’interno delle quattro mura domestiche non ha nulla per cui stare serena. Il numero medio di ore di lavoro non retribuito svolto ogni anno da una casalinga è stimato pari a 2.539: una media di 49 ore a settimana, 7 al giorno compresi festivi e ferie.