Dollaro Usa: i ribassisti rimarranno delusi

18 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’indice del Dollaro Usa, che misura la performance della valuta con le sei principali concorrenti, dovrebbe continuare a scivolare questa settimana, appesantito dalle aspettative che la Fed ribadiranno l’idea che è troppo presto per passare in modalità post crisi.

Bernanke continuerà ad iniettare denaro fresco nel sistema al passo di 85 miliardi di dollari al mese di titoli di Stato citando il pericolo che la ripresa economica non durerà abbastanza.

Più di un terzo degli strategist interpellati dalla CNBC si aspetta che il dollaro tornerà presto a guadagnare terreno. C’è infatti il rischio che i rappresentanti del comitato esecutivo della banca centrale non rivelino molti dettagli sulle linee guida del prossimo anno. Una tale mancanza di chiarezza sarà interpretata come un fattore positivo per il biglietto verde.

Tassi & Congiuntura: in area Euro venerdì giornata di stabilizzazione dei tassi tedeschi, dopo il calo registrato dopo l’audizione della Yellen. Il Bund decennale ha così consolidato area 1,70% mentre dall’altra parte dell’oceano il T-note di analoga scadenza ha consolidato il livello del 2,70%. I titoli periferici hanno invece registrato un rialzo dei tassi a lungo termine, con lieve allargamento dei rispettivi spread. Il ridimensionamento dei tassi tedeschi degli ultimi giorni è stato accompagnato da un marcato calo delle aspettative di inflazione: sul comparto dei titoli decennali tedeschi indicizzati all’inflazione dell’area, le aspettative di inflazione si sono riportate leggermente al di sotto dell’1,5%, pari al minimo dalla metà del 2012. Analogo movimento anche per gli analoghi Btp, per i quali le aspettative di inflazione implicite nei prezzi sono arrivate in prossimità dell’1%. La permanenza del focus sul calo dell’inflazione è stata ribadita da alcuni membri della Bce tra cui ancora una volta il capo economista Praet che, in un’intervista al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, ha ribadito che la BCE ha ancora a disposizione ulteriori manovre anche nel caso in cui i tassi fossero portati allo 0%. Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di Mersch, altro membro BCE. Negli Usa come prima accennato, i T-note decennali hanno consolidato l’area 2,70%, in un contesto di dati macro risultati mediamente al di sotto delle attese (indice manifatturiero di New York e produzione industriale di ottobre). Nel frattempo continua il forte flusso di emissione di titoli coporate. In base ai dati forniti da Dealogic e riportati dal Wsj, le aziende con rating più elevato stanno emettendo bond ad un ritmo record: il totale cumulato per il 2013 la scorsa settimana ha superato i 1000Mld$. In passato solo due anni (2009 e 2012) hanno visto il superamento di tale livello. Le aziende stanno probabilmente accelerando il ritmo di emissioni per approfittare del basso livello dei tassi, in vista di contesti potenzialmente meno favorevoli quando la Fed inizierà il tapering. In settimana la giornata più densa di appuntamenti macro (vendite al dettaglio ed inflazione) e di eventi (in particolare il discorso di Bernanke) è il prossimo mercoledì.

Valute: il dollaro Usa continua ad essere penalizzato dalle dichiarazioni accomodanti della Yellen della scorsa settimana. Dallo scorso giovedì, il biglietto verde è in deprezzamento (lieve ma generalizzato) verso quasi tutte le principali valute mondiali. In particolare il deprezzamento maggiore è avvenuto verso alcune valute emergenti (ad esempio il won sudcoreano e la rupia indiana). Verso euro il cambio continua a quotare in prossimità di area 1,35, con la resistenza più vicina che questa settimana si colloca a 1,3550 ed i supporti a 1,34 e 1,33. La settimana è ricca di eventi importanti, in particolare a partire da mercoledì, pertanto la volatilità sul cambio potrebbe aumentare. Secondo i dati della CFTC gli speculatori la scorsa settimana hanno ridotto le posizioni nette lunghe di euro vs dollaro per la terza settimana consecutiva, portandole ai minimi da settembre. Lo yen questa mattina si sta leggermente apprezzando verso euro e dollaro; potrebbero trattarsi di semplici prese di profitto dopo il deprezzamento degli ultimi giorni. Verso euro la resistenza si colloca poco sopra i valori attuali in prossimità di 135,50, supporto a 133. Gli speculatori hanno portato l’ammontare delle posizioni nette corte di yen verso dollaro in prossimità dei massimi da oltre 6 anni. Il cross dollaro/yen questa settimana incontra una resistenza importante in prossimità di 100,60. Apprezzamento del dollaro australiano e neozelandese grazie al rialzo della borsa cinese favorito dalle riforme annunciate dopo il terzo plenum del partito comunista cinese (tra cui abbandono della politica del figlio unico, possibilità di apertura di banche private e liberalizzazione dei tassi sui depositi). Le due economie sono economicamente molto legate a quella cinese. Lo yuan invece continua a stazionare verso dollaro in prossimità di 6,09 da 1 settimana.

Commodity: venerdì l’indice generale ha chiuso invariato con i principali indici settoriali leggermente positivi ad eccezione di quello agricolo che ha perso lo 0,8% penalizzato dal calo di mais e soia. Entrambe le tipologie di prodotti sono penalizzate dalla possibilità di riduzione dell’ammontare obbligatorio di etanolo da miscelare nella benzina USA dopo la pubblicazione della proposta di legge da parte dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente Usa (EPA). Il petrolio si è mosso intorno alla parità, mentre i metalli industriali sono leggermente saliti grazie alla produzione manifatturiera Usa migliore delle attese ad ottobre. Poco sopra la parità i metalli preziosi. I dati della CFTC mostrano una riduzione ai minimi da agosto delle posizioni nette lunghe speculative sulle principali 18 materie prime. Quelle nette lunghe sul Wti sono scese ai minimi da 5 mesi, quelle sull’oro ai minimi da 3 mesi e sono tornati a puntare su un calo del rame per la prima volta da agosto.

Azionario: giornata di venerdì mista per i listini europei con le vendite che hanno interessato principalmente i listini azionari periferici, a fronte di un moderato rialzo per quelli “core”, in particolare quello tedesco, svizzero e britannico. La seduta ha un po’ sintetizzato quello che è stato l’andamento dell’intera settimana, ovvero prese di profitto sui listini italiano e spagnolo ed acquisti sulle altre borse che hanno registrato la sesta settimana consecutiva in rialzo. Anche a livello settoriale la seduta di venerdì ha un po’ riassunto l’andamento settimanale: le vendite si sono infatti concentrate sui comparti utility, costruzioni e finanziari a fronte di un buon andamento per i titoli dei settori energetico e tecnologico. In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso la settimana in calo di oltre l’1% e ben al di sotto della soglia tecnica dei 19000 punti, penalizzato dall’andamento debole del comparto bancario ed industriale. Da segnalare nella seduta di venerdì il balzo di oltre il 6% registrato da Ferragamo dopo i conti trimestrali. In mattinata apertura leggermente negativa per i listini azionari. Negli Usa, ennesima seduta all’insegna di record per i listini azionari, con l’indice S&P 500 che in chiusura ha fatto registrare un nuovo massimo storico poco al di sotto dei 1800 punti. Il clima positivo sui mercati continua ad essere favorito dalle attese che la Fed possa mantenere inalterato nei prossimi mesi la propria politica di stimolo monetario dopo le parole confortanti in tal senso pronunciate dalla Yellen dei giorni scorsi. La seduta di venerdì è stata caratterizzata dal buon andamento dei titoli legati alla materie prime ed in particolare quelle energetiche che hanno guidato i rialzi all’interno dell’indice S&P 500. Sul fronte emergente, seconda seduta consecutiva in rialzo per l’indice MSCI EM che riesce così ad azzerare le perdite e chiudere la settimana in rialzo. I listini di tale Area continuano ad essere influenzati dalle notizie che giungono dal fronte Fed, in modo particolare dalle parole della Yellen che hanno sicuramente contribuito ad un ritorno degli acquisti. Tra i migliori troviamo i listini dell’area latinoamericana ed asiatica, mentre si è mosso in controtendenza, chiudendo la settimana in calo, la borsa sudafricana. Durante la notte seduta positiva per i listini asiatici guidati dalla borsa cinese che sale di quasi il 3% dopo che sono emersi i contenuti del piano di riforme deciso al termine del terzo Plenum dei leader del Partito Comunista. Piatta la borsa nipponica in scia al lieve apprezzamento dello yen.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

ENEL – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società starebbe valutando un possibile delisting di Endesa (gruppo che detiene al 92%) che potrebbe svolgersi nel 2015.

FINMECCANICA – Il Gruppo Fata Epc, controllata della società, si è aggiudicato un contratto negli Emirati Arabi Uniti per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di acido cloridrico; il valore complessivo del progetto ammonta a 70Mln$ circa. Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa, AgustaWestland si sarebbe aggiudicata un ordine per la fornitura di elicotteri in Norvegia dal valore complessivo di 1Mld€.

GEOX – La società ha approvato il piano strategico 2014-1016 che prevede di raggiungere un ricavo netto di quasi 1Mld€ nel 2016 con un tasso medio annuo di crescita delle vendite pari al 9%.

SAIPEM – Secondo quanto riportato da Milano Finanza, la compagnia norvegese Seadrill sarebbe interessata a rilevare il business Drilling Offshore della società.

BOEING – Tre compagnie aeree arabe (Etihad Airways, Emirates Airline e Qatar Airways) hanno ordinato alla società aerei per un valore complessivo di 125Mld$; per il produttore americano di aerei Boeing si tratta di una commessa definita dal gruppo “storica”.

JP MORGAN – La società ha raggiunto un accordo con 21 investitori in base al quale dovrà versare 4,5Mld$ per mettere fine ad un contenzioso relativo al crisi dei mutui subprime. La banca statunitense sta ancora trattando con il Governo Federale per chiudere definitivamente la vicenda dei subprime; in particolare, la stampa ipotizza una multa complessiva di almeno 13Mld$.

TWITTER – Le opzioni (derivati) sulle azioni della società sono disponibili dallo scorso venerdì.

MEDIOLANUM, TENARIS, TERNA – Le società staccheranno oggi gli acconti dei dividendi dell’esercizio 2013.

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