Dollaro sbanda, euro supera $1,14. Effetto domino su altre classi di asset

14 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Forti sbandamenti per l’indice che misura la performance del dollaro, il Dollar Index (DXY) che ha perso decisamente terreno dopo aver testato il record in 12 anni, sopra quota 100, nel mese di marzo. Gli ultimi dati macro diffusi negli Stati Uniti, tra cui quello delle vendite al dettaglio, che ha registrato l’incremento su base annua minimo dal 2009, hanno provocato forti smobilizzi sul biglietto verde, con gli analisti che non sono più convinti su un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed.

Nelle ultime ore, il Dollar Index ha testato così quota 93,24, al minimo dall’inizio di febbraio, a fronte dell’ennesimo rally dell’euro, schizzato fino a $1,1401.

La moneta unica ha beneficiato sia del miglioramento dei fondamentali economici dell’Eurozona che della decisione dei trader di chiudere le loro posizioni short, in risposta al forte balzo dei rendimenti dei bond dell’area.

La decisione dei trader di uscire dalla strategia “long” sul dollaro sta creando un effetto domino su tutte le classi di asset a livello globale, soprattutto sui comparti delle materie prime e valutari.

“La pausa nell’apprezzamento del dollaro, insieme ad altri fattori relativi all’offerta, ha aiutato i prezzi del petrolio a recuperare terreno. E tale fattore sta a sua volta smorzando i timori di una disinflazione globale”, ha commentato Paul Mackel, responsabile della divisione di ricerca dei mercati valutari emergenti presso HSBC.

Di conseguenza, “quelle valute che erano state evitate, quelle vulnerabili alla forza del dollaro Usa, alle flessioni dei prezzi delle materie prime, alle manovre di politiche monetarie si stanno ora apprezzando”. In particolare il dollaro australiano ha testato il record in quattro mesi sul dollaro e anche le valute emergenti stanno recuperando terreno. E il petrolio Brent, che a gennaio aveva testato il minimo in sei anni a $45 al barile sulla scia di timori di eccesso di offerta, è scambiato attorno a $66,43 al barile. (Lna)