NPL & Disastri bancari: crediti deteriorati e accorgimenti doverosi

14 Ottobre 2017, di Giovanni Falcone

NPL & Disastri bancari:  crediti deteriorati e accorgimenti doverosi!

 

A leggere i giornali di questi giorni con particolare riguardo alla “querelle” tra i vertici della Banca Centrale Europea e il nostro connazionale nonché Presidente del Parlamento Europeo, resto a dir poco perplesso.

Vorrei ragionare da tifoso ma non ci riesco, pur sforzandomi di comprendere le ragioni del dissenso.

Se è vero che le esperienze, soprattutto quelle negative  che il mondo del credito ci ha fatto drammaticamente conoscere, qualcosa bisognerà pur fare per scongiurare analoghi disastri in futuro e vedere banche fallite alla stessa stregua della salumeria di “Mamma Rosa”.

In tal senso, è intervenuta la Bce per ricordare, soprattutto all’Italia che in fatto di “crediti inesigibili o deteriorarti” è risultata imbattibile – oggi per non apparire troppo pessimisti si chiamano gli NPL (non performing loans – prestiti non performanti – sono attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori), di essere più attenti e rigorosi per il futuro cominciando a pensare ad “accantonamenti adeguati”che in passato sono stati “disattesi” perché forse, anche per una Vigilanza distratta, erano considerati degli optional.

E’ una linea questa, beninteso, condivisa anche da altri organismi internazionali come il fondo Monetario.

La solidità patrimoniale di ogni Istituto di credito, come la crisi recente ci insegna, passa dalla valutazione prudenziale sulle previsioni di perdite e quindi sui crediti che non rientreranno mai, anche per effetto di concause imprevedibili.

Adeguare gli “accantonamenti” è una soluzione di buon senso in grado di fronteggiare emergenze o situazioni di difficoltà finanziaria e pertanto gli inviti della Bce andrebbero accolti con assoluta disponibilità, tanto più che riguardano il futuro.

Niente, i nostri paladini nazionali, non solo politici, considerano tali raccomandazioni delle “interferenze”.

La Banca Centrale Europea, destinata ad assumere dal 1° gennaio 2018 la vigilanza di oltre quattrocento banche nazionali, sembra inibita dal fare queste raccomandazioni.

A questo punto mi viene da dire: continuiamo a tenerci le “Considerazioni finali” che ogni anno ci vengono illustrate dal nostro amato Governatore della Banca d’Italia che tanta fortuna ci hanno portato!