Dirigenti PA: giù gli stipendi a chi non merita

22 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Guerra aperta del governo Renzi contro i furbetti del cartellino e ora anche contro i dirigenti pubblici. Nella bozza del decreto di riforma della dirigenza a firma del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, si legge che i dirigenti che non raggiungeranno gli obiettivi prefissati rischiano stipendio e mantenimento del posto. Una vera  e propria rivoluzione nella Pubblica Amministrazione che non risparmia i dirigenti. Non esiste più il posto fisso a vita quindi. Anche chi vince un concorso pubblico, per essere confermato dovrà passare un esame.

Non è ancora certo se le novità si applicheranno anche ai dirigenti scolastici che già con la legge detta Buona Scuola, sono soggetti ad una valutazione periodica. Certo è che in merito alla dirigenza interna, sono confermate le indiscrezioni già emerse per cui se un dirigente rimane senza incarico per 6 anni e il suo ultimo mandato si era chiuso con una bocciatura, allora lo stesso dirigente decade. Per ogni anno che decorre, subirà inoltre una decurtazione della busta paga base del 10% e per non perdere il lavoro potrà anche optare per un declassamento a funzionario oppure, tramite accordo con l’amministrazione di riferimento, pur di non perdere il lavoro e tornare a casa, potrà anche prestare servizio per enti no profit. A vigilare sulla dirigenza interna, secondo quanto si prevede nella bozza del decreto, ci sarà una Commissione ad hoc.

Tra le altre novità del decreto vi è anche la banca dati del sistema della dirigenza pubblica, con pagelle e curriculum, e inoltre è sancita la cadenza annuale dei concorsi, con l’accesso permesso solo a quanti muniti almeno di laurea specialistica e la conferma al termine di un periodo di prova di 3 anni, altrimenti si rimane quadri. Nella bozza del decreto si prevede anche un articolo dedicato alla Scuola nazionale dell’amministrazione che dovrebbe diventare un’agenzia.

 

Fonte: Tecnica della Scuola