Dipendenti pubblici: aumenti di 105 euro in busta paga. Arrivano anche gli arretrati

10 Maggio 2022, di Alessandra Caparello

Buone notizie per i dipendenti pubblici. Con il rinnovo del contratto per i dipendenti statali di ministeri, agenzie fiscali ed enti non economici, fra cui Inps ed Inail arrivano gli aumenti delle buste paga. Ad essere interessati sono 225mila statali.

Dipendenti pubblici, a quanto ammonta l’aumento

Si tratta in particolare di 105 euro medi per 13 mesi, cui si aggiunge un beneficio pari ad altri 20 euro medi mensili. L’aumento contrattuale sale fino a 117 euro lordi per la fascia degli assistenti amministrativi.

Gli aumenti tabellari per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici sono compresi tra 63 euro lordi mensili (per un dipendente di prima Area fascia F1) e 117 euro (per un ispettore generale). Nel dettaglio, si tratta di 105 euro medi per 13 mesi, cui si aggiunge un beneficio pari ad altri 20 euro medi mensili. L’aumento contrattuale sale fino a 117 euro lordi per la fascia degli assistenti amministrativi.

Al Cnel gli incrementi si fermano a quota 106 euro (per un dipendente area C livello 5). All’Enac, l’Ente nazionale di aviazione civile, arrivano fino a 151,80 euro lordi mensili (per un professional PII 4 super). All’Agid, l’Agenzia per il digitale, si sale fino a 194,46 euro (per un professional F9).

Il contratto riguarda il triennio 2019-2021 e pertanto riconosce anche gli arretrati medi, pari a circa 1.800 euro, come calcolato dalla stessa Aran. Arriveranno anche gli arretrati che, secondo le ipotsi, potrebbero arrivare già nella busta paga di giugno. Gli arretrati netti per il 2019-2021 valgono nei ministeri fino a 1.814 euro (per gli ispettori generali). Si parla di arretrati che oscillano da 1.300 euro a 2.600 euro lordi a seconda dei profili.

Aumenti e arretrati in arrivo rappresentano “una boccata d’ossigeno per i lavoratori, in un momento caratterizzato da un generalizzato aumento dei prezzi”, sottolinea il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Soddisfatti i sindacati che parlano di accordo “innovativo” e puntano ora a chiudere anche gli altri contratti pubblici e a portare avanti la valorizzazione del personale. “La rivoluzione del lavoro pubblico è in corso”, sottolinea Brunetta: “Adesso avanti, con la stessa determinazione, per chiudere i contratti della sanità e degli enti locali”, aggiunge parlando di questo contratto come “apripista” per tutti gli altri della Pa.

Il nuovo contratto introduce una serie di novità di rilievo:

  • lo sblocco delle carriere, con le progressioni verticali e orizzontali, scatti e promozioni;
  • i differenziali stipendiali da attribuire sulla base del merito e degli anni di servizio;
  • una nuova area (la quarta) per le elevate professionalità;
  • lo smart working.

Le progressioni di carriera saranno senza concorso: potranno bastare titoli e valutazioni.