Perugina a dieta: Nestlè conferma 364 esuberi

28 Settembre 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Sono 364 i posti a rischio a San Sisto nello stabilimento Perugina e ora la Nestlè, la multinazionale che controlla l’azienda che produce i famosi Baci, conferma il suo piano industriale, a seguito dell’incontro tecnico avuto con il governo al Ministero dello sviluppo economico.

Gli investimenti da 60 milioni per l’ammodernamento della fabbrica e lo sviluppo di Perugina in Italia e all’estero con l’export di Baci come simbolo del Made in Italy sono stati tutti confermati” segnala Nestlè Italia a proposito del sito industriale umbro aggiungendo che “le accuse di inadempienza o di ripensamenti rivolte all’azienda sono stati pertanto totalmente smentiti in sede ministeriale”.

I vertici Nestlè poco più di un anno fa avevano firmato un accordo per il rilancio del sito di Perugia che comprendeva investimenti e anche esuberi. Proprio su questui ultimi la multinazionale aggiunge in una nota:

“Gli esuberi si determineranno con la fine della cassa integrazione, per scongiurare il rischio licenziamenti cogliamo favorevolmente l’invito del Vice Ministro Bellanova a impostare il dialogo ripartendo dagli impegni sottoscritti presso il Ministero del Lavoro l’11 gennaio 2017: confronto su eventuali modifiche dell’organizzazione del lavoro nonché percorsi di formazione e riconversione professionali per favorire la continuità occupazionale o la ricollocazione dei lavoratori coinvolti”.

Insomma la Nestlè non arretra di un passo e sostiene con forza il piano presentato nel 2016 per rilanciare il sito perugino, convinti che “rappresenti la miglior scelta per prenderci cura del business e delle nostre presone”, come ha dichiarato Massimo Ferro, Corporate Strategy Director di Nestlè.

I sindacati dopo aver partecipato all’incontro e aver sentito le ragioni della multinazionale manifestano comunque entusiasmo per il fatto che la Nestlè non abbia aumentato i numeri sugli esuberi. Una vittoria molto amara. Prossimo appuntamento, sempre al Mise, il 9 novembre.