Diet soda: la peggiore bibita in assoluto. Si finisce con il mangiare di più

24 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Molti sono a conoscenza del fatto che le diet soda contengono al loro interno edulcoranti e colori artificiali, ma nonostante questo sono disposti, pur di eliminare calorie e peso, a non pensare a queste minacce.

Le cose però non sembrerebbero andare proprio così. Una nuova ricerca della Johns Hopkins University negli Stati Uniti, stando a quanto riporta Rodale News , ha dymostrato come in realtà le persone in sovrappeso che bevono le diet soda finiscono per mangiare più cibo.

La dottoressa Sara Bleich, dopo aver parlato con l’autore dello studio, , ha elencato i seguenti punti:

• # 1: Circa un adulto su 5 in sovrappeso o obeso consuma diet soda (circa il doppio degli adulti sani di peso).

• # 2: Gli adulti in sovrappeso o obesi che bevono bevande dietetiche, mangiano una quantità di calorie paragonabili a quelle che mangiano gli adulti più grassi che bevono bevande zuccherate, con la differenza che poi vanno anche a consumare ulteriori calorie ingerendo cibi solidi nei pasti e negli spuntini.

• # 3: Quando gli adulti sostituiscono le bevande zuccherate con le bevande dietetiche, non apportano altre modifiche alla loro dieta.

La dottoressa ha poi spiegato: “I dati disponibili suggeriscono che i dolcificanti artificiali, che sono presenti in dosi elevate nelle bevande dietetiche, sono associati con maggiore attivazione ai centri della ricompensa nel cervello, che alterano in una persona l’esperienza ai sapori dolci.

Come risultato, nel bere le diet doda, l’appetito crescerebbe, dal momento che il dolcificante artificiale interrompe il controllo sul’appetito.

Le diet doda infine sono anche le probabili colpevoli dell’alto numero di obesi in America. Basti pensare che nel 1965 solo il 3% degli americani ne faceva uso, oggi siamo al 20% ed inoltre chi solitamente le beve allo stesso tempo mangia anche snack e cibi dolci e salati, non proprio perfetti per una buona dieta.