Diciotti, Di Maio minaccia Bruxelles: “Decisione o via contributi dell’Italia”

24 Agosto 2018, di Mariangela Tessa

Si preannuncia un vertice tutto in salita quello che prenderà il via oggi a Bruxelles. I rappresentanti dei Governi di 12 Paesi dell’Unione Europea (Italia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Olanda, Malta, Belgio, Irlanda e Lussemburgo) si riuniranno per tentare di trovare soluzioni condivise sulla questione migranti, in particolare sui collocamenti.

“Se domani (oggi ndr) non esce nulla sulla Diciotti e sulla redistribuzione dei migranti io e il M5s non saremo più disposti a dare 20 miliardi di euro all’Ue” ha detto ieri il vicepremier e ministro dello sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, che nello scontro tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini con il presidente della Camera, Fico, sul tema dello sbarco dei migranti della nave, sembra dunque sostenere il primo. Di Maio ha poi aggiunto:

 “in questi mesi abbiamo avuto modo di vedere come funzionava la linea morbida nei confronti dell’Unione europea e come funziona la linea dura”.

Parole confermate oggi, in un’intervista ad Agorà Estate su Rai 3:

“La linea morbida con l’Ue, abbiamo gia’ sperimentato che non funziona; allora la linea dura e’: togliamogli i soldi se non ci ascoltano” ha spiegato Di Maio,. “Io non ho visto dichiarazioni da Ue in questa settimana” e “non vogliamo essere presi in giro dagli altri Paesi Ue”, come “governo ci prendiamo la responsabilita’ di quello che stiamo facendo”.

Berlino intanto ha fatto sapere che

“una decisione sull’accoglienza non è stata ancora presa. Fondamentalmente la Germania sta alla sua responsabilità umanitaria nell’ambito della solidarietà europea. Ci aspettiamo però che anche altri Stati membri partecipino all’azione di accoglienza”, ha detto un portavoce del ministro dell’Interno tedesco all’ANSA, aggiungendo: “La solidarietà non può essere una strada a una corsia”.

La situazione è andata tecnicamente – secondo le parole del Comandante della nave, Massimo Kothmeir – “oltre il tempo massimo”. Gli unici a scendere, tra i migranti, sono stati ieri i 27 minori non accompagnati, dopo l’ok di Salvini. E anche sulle modalità di questo ordine del ministro sono sorte polemiche.