Di Maio: “Tutela ai rider”. Foodora minaccia di lasciare l’Italia

18 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Tutelare i riders e combattere il precariato: questa la promessa fatta ai giovani dal neo ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio appena insediatosi al dicastero.

Una promessa che ha fatto irritare i vertici di Foodora, una delle principali piattaforme di food delivery. Lad di Foodora Italia, Gianluca Cocco, intervistato dal Corriere della Sera aveva lasciato intendere che  le norme a cui il governo sta lavorando sui cosiddetti “riders” potrebbero spingere le piattaforme a lasciare il paese. Un ricatto bello e buon ha risposto Di Maio su Facebook.

“Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzare queste attività. Ma ho il dovere di tutelare i ragazzi che lavorano in questo settore. I riders oggi sono il simbolo di una generazione abbandonata dallo Stato (…) Se lavoriamo insieme l’Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali. Ma sia chiaro. Non si accettano ricatti. I nostri giovani prima di tutto. Da Ministro ho deciso di dichiarare guerra al precariato. Lo stato continuo di precarietà e incertezza dei giovani italiani sta disgregando la nostra società. Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci. E facendo calare la crescita demografica.  La mia intenzione è garantire da un lato le condizioni migliori per i lavoratori, dall’altro consentire alle aziende di operare con profitto per creare nuovo lavoro”.

La bozza di decreto che riguarda i riders a cui starebbe lavorando il governo, come anticipato dall’Ansa, prevede che i lavoratori delle piattaforme siano assimilati a quelli subordinati, a cui andrà pagata anche una “indennità mensile di disponibilità” e in proporzione gli istituti di malattia, ferie e maternità in linea con le norme sul lavoro intermittente. Nel decreto anche  il divieto di retribuzione a cottimo, lintroduzione di un trattamento economico minimo, proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e il “diritto alla disconnessione” per “almeno undici ore consecutive ogni ventiquattro ore” all’ultimo turno di disponibilità completato. Oggi alle 14 al Ministero del Lavoro Di Maio incontrerà i rappresentanti delle aziende, tra cui Foodora per l’appunto, Deliveroo, JustEat, Glovo e Dominòs Pizza.