Deutsche Bank: volano utili, ma titolo scende. Fari su stop trattative Commerz

26 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Primo trimestre in forte crescita per gli utili di Deusche Bank. La banca tedesca ha riportato un utile netto oltre le stime a 201 milioni di euro, in aumento del 67% rispetto allo stesso periodo dello scorso. Nello stesso periodo o ricavi sono diminuiti del 9% ma il gruppo ha confermato che saranno rispettati gli obiettivi del 2019 fissati a 21,8 miliardi di euro.

L’anno scorso, la banca ha pubblicato il suo primo utile netto per l’intero anno dal 2014, ma le azioni sono ancora in calo di oltre il 35% su un periodo di 12 mesi.  Nello stesso periodo i ricavi si sono attestati a 6,4 miliardi, la raccolta netta positiva è stata pari 10 miliardi, con un risparmio gestito di 70 miliardi nel trimestre.

Il Cet 1 ratio sale al 13,7% e conferma l’obiettivo di redditività annuale con un Return on Tangible Equity (RoTe) superiore al 4% per l’anno 2019.

“I risultati del primo trimestre dimostrano la forza del nostro franchise e il nostro continuo progresso nell’esecuzione dei nostri piani in un contesto di mercato molto difficile. Abbiamo compiuto progressi sui principali driver di business: crescita degli impieghi e dei depositi, recupero delle masse gestite e miglioramento delle quote di mercato nella finanza aziendale. La nostra costante disciplina dei costi ci ha aiutato a compensare i minori ricavi e siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di 2019 per i costi di 21,8 miliardi di euro” ha dichiarato il ceo Christian Sewing.

Addio fusione con Commerz

I risultati arrivano meno di 24 ore dopo aver abbandonato i colloqui di fusione con Commerzbank.

“Dopo un’analisi approfondita -hanno fatto sapere ieri  l’amministratore delegato di Deutsche Bank, Christian Sewing e quello di Commerzbank, Martin Zielke, in un comunicato congiunto – abbiamo concluso che questa operazione non ci avrebbe apportato sufficienti benefici per giustificare i costi di un’intesa così complessa”.

I due colossi bancari tedeschi hanno trascorso sei settimane a discutere di un accordo che avrebbe creato un campione bancario nazionale capace di finanziare il settore industriale in Germania in caso di prolungato rallentamento dell’economia e dotato di 140.000 dipendenti e di attività per 1.800 miliardi di euro.

Nei giorni delle trattative si era vociferato di un interesse di Unicredit per Commerzbank qualora il matrimonio con Deutsche Bank fosse saltato. Secondo gli analisti, un’integrazione con la banca italiana “avrebbe molto più senso” ma l’indiscrezione, lanciata dal Financial Times, era stata letta come un modo per mettere pressione sui due istituti teutonici.

Titolo in calo, analisti si aspettano piano B

Deutsche Bank scivola del 3% alla Borsa di Francoforte: i conti trimestrali  sono stati complessivamente nelle attese. Ma la delusione degli investitori è soprattutto relativa al fatto che il gruppo non ha fornito indicazioni di un piano B o di una nuova strategia dopo lo stop con Commerz – che invece balza del 2,7% in Borsa con l’apertura di nuove ipotesi di M&A, tra cui i rumors indicano anche Unicredit.

Stesso discorso fatto dagli analisti di Ubs secondo cui la mancanza di un piano strategico alternativo riporta gli investitori davanti al caso di investimento già noto con il focus da porre sull’andamento dei mercati del debito/credito e dei Cds di Deutsche Bank.