Deutsche Bank e Commerzbank: salta la fusione

25 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

“Sull’orlo del collasso” le trattative in corso per la fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. Così oggi il Financial Times secondo cui DB “Sarebbe arrivata alla conclusione che i rischi di integrazione, i costi di implementazione e i requisiti di capitale” resi necessari dalla fusione “non giustificherebbero un’operazione complessa”.

Sono mesi che i due istituti tedeschi stanno discutendo una possibile integrazione che darebbe vita alla seconda banca europea, con 1,8 trilioni di asset e 140 mila dipendenti. La fusione, spinta dal governo, è stata da subito criticata dai sindacati per le ricadute in termini di tagli occupazionali e da molti grandi investitori per la logica industriale e ora con lo stop alle nozze, potrebbero anche rientrare in gioco altri gruppi, come Ing e Unicredit.

Ha avuto senso valutare questa opzione per il consolidamento del settore domestico in Germania. Tuttavia, siamo sempre stati chiari: dovevamo essere convinti che qualsiasi possibile combinazione avrebbe generato rendimenti più elevati e più sostenibili per gli azionisti e ci avrebbe permettono di migliorare la nostra proposta di valore per i clienti.

Così Martin Zielke, ceo di Commerzbank che conferma lo stop alla fusione.

Dopo un’analisi approfondita, abbiamo concluso che questa operazione non avrebbe creato benefici sufficienti per compensare i rischi di implementazione aggiuntivi, i costi di ristrutturazione e i requisiti patrimoniali associati a tale integrazione.

Stamani intorno alle 10:15 sul listino di Francoforte Deutsche Bank guadagna il 2,5% a 7,77 euro mentre Commerzbank perde il 2,1% a 7,63 euro.