Deutsche Bank: Usa e Giappone insegnano, Bce fallirà miseramente

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Manca poco all’ora X per l’Eurozona. Giovedì 22 gennaio, tra tre giorni, il programma di QE della Bce dovrebbe infatti essere finalmente annunciato. E’ su questa speranza che i mercati azionari sono saliti nelle ultime sedute (e anche scesi, il giorno in cui sono circolate voci di una manovra di quantitative easing di “appena” 500 miliardi di euro, reputata non sufficiente dalla platea dei principali economisti”).

Qualsiasi cosa farà, secondo Deutsche Bank sarà in ogni caso un fallimento. “Sospettiamo che, anche se la Bce dovesse deludere nella sostanza, comunque darà il via a qualcosa di più grande, in termini di impegno percepito e di retorica di Draghi. Su base netta, dunque, è difficile essere molto ribassisti sui mercati periferici o core. I mercati core trarranno alla fine vantaggio dalla percezione che gli asset da comprare non saranno sufficienti, anche in caso di una piccola manovra di 500 miliardi di euro”.

Ma, “fattore più importante, dubitiamo che le aspettative sull’inflazione saliranno in modo notevole, sulla scia di qualsiasi annuncio, viste le lezioni “fallimentari” che arrivano dalla storia sia degli Usa che del Giappone, ma anche per i dubbi sulla capacità di un QE di fare la differenza, in modo veloce, in Eurozona”.

Deutsche Bank motiva il suo scetticismo con il differente modello finanziario dell’Eurozona, rispetto a quello degli Stati Uniti (visibile nel grafico, che mette in luce come le fonti di finanziamento per il debito corporate in Europa siano molto più basate sulle banche che non sui prestiti ottenuti direttamente accedendo al mercato de bond), ma anche con il processo di deleveraging delle stesse banche europee, che va avanti per soddisfare le nuove regole di requisiti minimi patrimoniali che sono state imposte”,

(Lna)

(in fase di scrittura)