Deutsche Bank, corsa contro il tempo per evitare aumento capitale

11 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Sono diversi i piani evocati negli ultimi giorni per salvare Deutsche Bank e ruotano quasi tutti intorno a un aumento di capitale diluitivo per gli azionisti. Questo sembra proprio difficile da evitare. Una serie di errori strategici pacchiani da parte del management, multe gigantesche, un’esposizione esplosiva al mercato dei derivati e gli attacchi degli speculatori sono le principali ragioni dietro al crollo dei titoli della banca tedesca in Borsa. Il tempo stringe.

La crisi è grave e ha spinto persino i ricchi investitori del Qatar a mobilitarsi. Nonostante i tanti soldi persi negli ultimi mesi di cali dei titoli azionari, i detentori di una quota di circa il 10% nell’istituto, sono pronti ad assumere il controllo della banca per salvarla. Il valore di mercato di Deutsche Bank è sceso sotto i 15 miliardi di euro, in calo dai 35 miliardi di solo un anno fa. Significa che l’investitore ed ex primo ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jabor al-Thani (soprannominato HBJ), ha perso più di un miliardo di euro. 

 

La situazione della banca sistemica più importante in Europa è altamente critica. I mercati nutrono dubbi sulla sua capacità di di superare il momento difficile attuale, visto anche lo stato precario delle sue finanze e la scarsa capitalizzazione della banca, la quale sembra abbia persino potuto beneficiare di un trattamento di favore da parte della Bce negli ultimi stress test.

I problemi si sono aggravati a metà settembre quando è stato annunciato l’ammontare della multa per le operazioni effettuate sui mutui in Usa dalla banca tedesca: 14 miliardi di dollari, l’ammenda più alta della storia mai comminata a un istituto di credito straniero.  Ma la caduta a picco dei titoli era iniziata ben prima, a inizio 2015. Oggi a Francoforte la performance è positiva dello 0,4% (a 12,54 euro), ma il valore è più che dimezzato rispetto un anno fa: a fine ottobre 2015 i titoli valevano 27,61 euro.

Le tre soluzioni sul tavolo

Gli analisti sono ottimisti, sottolineando come la sfiducia e la paura dei mercati nei confronti della prima banca della Germania sia esagerata. Sabato scorso l’agenzia di rating S&P ha confermato il suo giudizio sulla solvibilità di Deutsche Bank, osservando che la banca riuscirà, come accaduto alle sue rivali americane, ad ottenere uno sconto da parte delle autorità sulla multa imposta nel dossier sui mutui.

Per contrastare le onde negative provenienti dai mercati in tempesta e rassicurare gli investitori sono state ipotizzate almeno tre iniziative di rafforzamento del capitale e di messa in sicurezza della banca: la prima consiste in un piano di aiuto finanziario che prevede la partecipazione al capitale della banca dei grandi gruppi industriali quotati sul Dax.

La seconda soluzione è stata menzionata dal Financial Times venerdì scorso e apre alla possibilità che la banca faccia sbarcare in Borsa la sua divisione di gestione degli asset. Il giornale cita fonti interne all’istituto a conoscenza del piano di collocamento di Deutsche Asset Management, che ha 700 miliardi di euro di attivi in gestione e vale 8 miliardi. La cessione farebbe parte di un più ampio piano di riduzione dei costi, che già prevede 23 mila esuberi e tagli al personale.

La terza opzione è quella già citata che vede l’intervento del Qatar, a cui fa capo il 10% della banca. Secondo Reuters l’emirato sarebbe pronto a prendere parte a un eventuale aumento di capitale se le cose dovessero mettersi male. Gli sceicchi del Qatar sono convinti che la banca uscirà dalla crisi. Una prova di fiducia importante dalla parte del regno del Golfo. Il paese arricchitosi con i petrodollari è azionista dal 2014, ma  non ha per nulla approfittato del suo investimento sinora (vedi grafico sotto riportato).