Detrazioni, pensioni e lotta all’evasione: le ultime novità della manovra 2020

31 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Potrebbe essere la versione definitiva della manovra di bilancio quella uscita dal vertice di ieri pomeriggio a Palazzo Chigi.
Tra le novità si segnala la possibilità di fruire delle detrazioni fiscali solo sulle spese con pagamenti rintracciabili (con bonifico o pagamenti elettronici) e anche sulle spese sanitarie.

Detrazioni fiscali solo su spese tracciabili

Nel dettaglio si prevede la conferma delle detrazioni fiscali al 19% solo per le spese “certificate” con bonifici o pagamenti con bancomat o carte.
Ciò significa che dal 2020, valevole per le dichiarazioni dei redditi del 2021, non si potranno più detrarre i pagamenti effettuati con i contanti anche per le spese mediche. Inoltre si prevede anche un limite di reddito a 120mila euro oltre il quale lo sconto fiscale si riduce, fino ad azzerarsi oltre i 240mila euro.

Tra le altre novità spunta anche una tassa su cartine e filtri per chi si fa le sigarette da sé: si tratta in sostanza di un’imposta pari a 0,005 euro su ogni pezzo contenuto nelle confezioni, è a carico di produttori o fornitori nazionali “all’atto della cessione” ai tabaccai.
Previsto anche un aumento di 5 euro al chilo dell’accisa minima sui tabacchi lavorati.

Pensioni ed evasione: le novità

Sul fronte previdenziale, si segnala il congelamento di quota 100. Oltre al blocco di spese per 1 miliardo, si aggiunge l’accantonamento specifico, con un risparmio totale per il prossimo triennio di 1,7 miliardi (300 milioni nel 2020, 900 nel 2021, 500 nel 2022).
Rimanendo in tema pensioni, è stata poi proposta la proroga di un anno, fino a fine dicembre 2020, per l’Ape sociale ed è stata allungata anche opzione donna anche alle lavoratrici che raggiungono i requisiti entro il 29 febbraio 2020.

La manovra 2020 poi introduce l’evasometro con anonimato, ossia la possibilità per il Fisco di utilizzare i dati presenti nell’anagrafe dei conti correnti per individuare liste di presunti evasori assegnando ad essi uno «pseudonomimo».