Delusione Padoan all’Ecofin: “Stessa linea di Schaeuble”

8 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, che oggi presiederà il primo Ecofin del semestre italiano dell’Unione Europea, ha aperto fin da ieri il dibattito con i colleghi della zona euro e le istituzioni Ue sulla necessità di dare più enfasi alle riforme dopo mesi di predominanza dell’austerità.

Crescita ed occupazione sono stati anche messi nero su bianco nell’agenda dei lavori. Tuttavia, interpellato oggi a margine della riunione dei ministri delle Finanze, ha sottolineato di essere sulla stessa linea di Schaeuble, con cui “ho anche scritto un articolo”.

“La mia relazione con Wolfgang Schaeuble è molto buona: abbiamo scritto un articolo insieme, siamo assolutamente sulla stessa linea, non c’è disaccordo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e presidente di turno dell’Ecofin, Pier Carlo Padoan, rispondendo ai cronisti al suo arrivo al Consiglio Ue, questa mattina a Bruxelles.

Padoan ha sottolineato la comunanza di vedute con il collega ministro delle Finanze tedesco, e l’accordo fra i governi Renzi e Merkel, sulla linea della priorità per la crescita, da attuare spingendo e incentivando le riforme strutturali in tutti i paesi.

Poco prima aveva invece stigmatizzato la voce discordante del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che ha criticato la linea italiana. “Mister Weidmann non è membro del governo tedesco”, aveva tagliato corto Padoan.

Le critiche del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, alla linea italiana che chiede non di cambiare, ma di applicare con maggiore flessibilità le regole del Patto europeo di Stabilità e di crescita, hanno ricevuto una risposta secca da parte di Padoan.

“Mister Weidmann non è membro del governo tedesco”, ha ossevato Padoan rispondendo ai giornalisti al suo arrivo al Consiglio Ecofin, questa mattina a Bruxelles. A livello di governi “siamo assolutamente sulla stessa linea, Renzi e Merkel”, ha tagliato corto il presidente dell’Ecofin.

E’ “indispensabile rafforzare gli incentivi per implementare le riforme”, e per fare questo si possono “utilizzare gli spazi che ci sono nel Patto di Stabilità e di Crescita, non cambiando le regole, ma applicandole al meglio, con lungimiranza e in coerenza con tutti gli accordi presi nell’Ue negli ultimi anni”. Lo ha affermato oggi a Bruxelles il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante il dibattito nel Consiglio Ecofin sulla presentaione del programma del semestre di presidenza italiano dell’Ue.

Le riforme strutturali devono essere attuate con “uno sforzo intenso” da parte di ciascuno Stato membro e in modo “simultaneo”, perché “il successo dell’agenda dipende dallo sforzo comune”, ha osservato Padoan. Il ministro ha sottolineato che “è indispensabile rafforzare gli incentivi per implementare le riforme”, perché “in un contesto di consolidamento di bilancio le riforme non sono sempre attuate con tempistiche adeguate, e i governi devono affrontare sforzi economici mentre i benefici sono differiti nel tempo”. Per questo è necessario “che le nostre regole sostegano gli sforzi di riforma”, soprattutto in certi settori più importanti, ha concluso Padoan.

La sostenibilità del debito italiano, ha ricordato ieri, “è fuori discussione, le nostre finanze pubbliche sono tra le più sostenibili dell’Ue, questo non lo dico io, ma la Commissione”.

Il ministro rispondeva a chi gli chiedeva se all’Eurogruppo si fosse parlato anche di un piano di rientro del debito italiano.

“La dinamica del debito dipende da crescita, tasso d’interesse e sforzo fiscale. Lo sforzo fiscale italiano, il surplus primario, è il più alto d’Europa assieme a quello tedesco. I tassi di interesse sono scesi, la crescita nominale è ancora insoddisfacente, ma anche con bassa crescita la sostenibilità del debito è fuori discussione”, ha aggiunto il ministro.

“Accordo sulle priorità” del semestre italiano Ue cioè “più integrazione del mercato, riforme e investimenti strutturali”, ma “divergenza sulle misure necessarie” per raggiungerle. E’ la sintesi di Padoan della riunione di oggi dell’Eurogruppo, definendolo un “inizio incoraggiante”.

Il piano italiano

“Il programma italiano è ambizioso, si basa su tre pilastri che si sostengono, e la questione delle riforme è molto semplice: servono più riforme a tutti, anche a noi, vanno votate e implementate. Alla luce degli sforzi per implementarle, discuteremo tutti insieme come possiamo tenere conto dell’impatto che le riforme hanno sulla sostenibilità di bilancio, degli effetti di ‘spillover’ nei confronti degli altri Paesi, sulla composizione del vincolo di bilancio”, ha spiegato il ministro.

“Queste analisi, che faremo insieme da domani, ci consentiranno di disegnare raccomandazioni di politica economica strutturale più efficienti, con maggiori risultati in termini di crescita e posti di lavoro“.

All’Eurogruppo si è poi discusso anche di cuneo fiscale. “Il carico fiscale in Italia resta molto elevato, bisogna farlo cadere compatibilmente con gli spazi di bilancio che il Paese ha a disposizione”, ha sottolineato il ministro.

Le resistenze

“Prima le riforme e poi la flessibilità”. Così il commissario agli affari economici Siim Kallas al termine dell’Eurogruppo. Kallas ha spiegato che “il Patto è un pilastro della fiducia: aprire la discussione sulle regole può deteriorare la fiducia e quindi avere effetti negativi sull’economia europea”.