Delrio: “C’è la fila per infrastrutture italiane”

7 Marzo 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – La domanda degli investitori stranieri per le infrastrutture in Italia è molto elevata secondo il governo. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti ha annunciato che c’è la fila per investire nei gioielli aziendali del nostro paese. Non ha però citato alcun nome di venture capital o eventuali gruppi interessati.

“Non c’è un problema di risorse per le infrastrutture. Io oggi ho la fila al Ministero di investitori stranieri che mi chiedono progetti maturi in cui investire”, ha detto intervenendo alla Mobility Conference a Milano.

Graziano Delrio ha tuttavia ammesso che il problema italiano è la mancanza di “maturità” dei progetti per le infrastrutture, “per questo, ad esempio, abbiamo archiviato la legge Obiettivo“, testo legislativo del 2001 criticato perché ha favorito sprechi e fenomeni di corruzione, e mandato in soffitta dal governo Renzi con il varo del nuovo codice degli appalti.

“Applichiamo la rivoluzione della normalità“, ha sintetizzato il ministro delle Infrastrutture nell’annunciare la nuova regolazione, la quale si basa su tre principi: “Buona programmazione, tempi definiti e finanziamenti certi”.

L’ex sindaco di Reggio Emilia ha spiegato che se vengono trovate “opere incompiute è perché i progetti sono fatti male. Dobbiamo renderli concreti e realizzabili e poi finanziabili”. In ambito di piani legati alle infrastrutture ferroviarie, il governo è impegnato “in modo deciso per i corridoi europei, abbiamo quattro corridoi e abbiamo investito ingenti risorse”.

Per porre l’accento sugli sforzi economici dello Stato in questo senso, Delrio ha citato l’esempio del terzo valico e della controversa tratta della Tav (Treno Alta Velocità): l’ultimo contratto di programma della Rete ferroviaria italiana mette “ulteriori risorse a disposizione del corridoio che va dalla Genova alla Sizzera; la Torino – Lione va avanti e va avanti il Brennero, che ha ricevuto importanti finanziamenti europei proprio grazie alla qualità degli interventi”.