Delfino Renzi alle Infrastrutture: Delrio scelto per il dopo Lupi

1 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per rimpiazzare il dimissionario Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo, è stato cooptato Graziano Delrio, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Deliro è uno dei fedelissimi del premier Mattero Renzi, che per il momento aveva assunto l’incarico ad interim in un dicastero chiave nell’anno dell’Expo 2015.

Renzi aveva preannunciato che avrebbe scelto una personalità ‘politica’. Via al rimpasto. Al Nuovo Centro Destra di Alfano, che ha perso un ministro, è stato promesso un incarico di alto profilo al Sud.

Lotti, sottosegretario all’Editoria ma anche factotum del premier, è in pole position per sostituire Delrio. Se la giocano anche Richetti e Speranza, capogruppo PD alla Camera. Più distanti i consiglieri economici Yoram Gutgeld e Adriano Guerra, il vicesegretario Lorenzo Guerini ed Ettore Rosato, vice di Speranza alla Camera, ma in questi mesi il più attivo del gruppo di centro sinistra a Montecitorio.

Intanto per accontentare il vice primo ministro Angelino Alfano, che propone Gaetano Quagliariello come ministro per gli Affari Regionali e il Sud, Renzi dovrebbe accontentarlo ma non nel soggetto. Il primo ministro vorrebbe una donna, per rispettare anche l’equilibrio nelle quote rosa.

In un lungo profilo pubblicato dal New York Times, che paragona Renzi ai Blair e ai Clinton di turno, l’ex sindaco di Firenze si vanta di essere “il più giovane leader che l’Italia abbia mai avuto, sto usando la mia energia e il mio dinamismo per cambiare il mio paese” e rottamare la vecchia guardia.
[ARTICLEIMAGE]
La poltrona di Lupi è ‘saltata’ dopo che nelle intercettazioni effettuate nell’ambito di un’inchiesta su tangenti per appalti di Grandi Opere e Tav, sono emerse presunte agevolazioni per il figlio del politico ciellino, Luca Lupi, e regali al ministro e alla famiglia.

Nell’inchiesta Sistema della procura di Firenze, che ha portato all’arresto di Ercole Incalza e altre tre persone, cinquanta persone sono indagate.

(DaC)