Deficit, lettera Padoan non convince: Ue insoddisfatta

31 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Non convince la lettera inviata lo scorso 18 ottobre dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla Commissione europea, in risposta ai rilievi dell’Esecutivo comunitario sul Documento programmatico di bilancio (Dpb).

Secondo quanto riportano inserzioni stampa, fra le lettere di risposta inviate dai cinque governi a cui la Commissione aveva chiesto ulteriori spiegazioni, sono state considerate costruttive quelle di Portogallo, Belgio e Finlandia, e meno costruttive quella italiana e quella cipriota.

In particolare, secondo quanto riporta l’agenzia Askanews:

“la Commissione considera che le spese d’emergenza per il terremoto, essendo “una tantum” non debbano rientrare nei calcoli relativi al deficit strutturale, e che i finanziamenti pubblici per la messa in sicurezza antisismica degli edifici e delle infrastrutture possano essere d’altra parte considerati nell’ambito delle clausole sugli investimenti previsti dalle nuove regole sulla flessibilità (in vigore dal gennaio 2015) e dalle norme per gli investimenti del Piano Juncker (che prevedono lo scorporo dal calcolo del deficit ai fini del rispetto del Patto di Stabilità)”.

Va ricordato, che, nel caso un cui ravvisasse un “grave deviazione” dal percorso di aggiustamento di bilancio verso il pareggio strutturale la Commissione potrebbe richiedere all’Italia una revisione del Dpb, ma dovrebbe farlo entro 15 giorni dal ricevimento della lettera del 18 ottobre, ipotesi considerata poco probabile.

“Resta invece concreta la possibilità – ricorda Askanews – che la deviazione, pur riscontrata, sia considerata non “grave” dall’Esecutivo Ue nel suo parere finale, previsto per il 30 novembre”.