Debutto col botto di Spotify a Wall Street, fioccano primi “buy”

4 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Test superato per Spotify. Il debutto a Wall Street del gruppo svedese di musica in streaming, arrivato nel mezzo della tempesta hi-tech, ha superato l’esame del mercato, che ha designato al gruppo un valore di oltre 29 miliardi di dollari.

L’esito è stato dunque migliore di quello che si attendevano i mercati. Il prezzo di riferimento fissato da Wall Street valutava infatti Spotify 23,4 miliardi di dollari.  Il titolo ha toccato in apertura un massimo di 167,59 dollari per azione, con una capitalizzazione di 29,5 miliardi, contro il prezzo di riferimento di 132 dollari fissato ieri dal Nyse. Alla fine la società svedese ha chiuso le contrattazioni ripiegando leggermente, con un incremento del 12,89% a 149,01 dollari.

Spotify, che si è presenta sul listino con il simbolo ‘SPOT’, ha fatto la scelta poco comune di quotarsi direttamente in Borsa, anziché di emettere nuovi titoli, consentendo ai suoi fondatori e investitori di mantenere il controllo e di tagliare drasticamente i costi dell’Ipo.

Poco prima di sbarcare a Wall Street, Spotify aveva già incassato i primi buy dagli analisti. Atlantic Equities e RBC Capital Markets hanno fisssato a “comprare” il giudizio sul titolo, pur avendo idee diverse sul target price. La media degli analisti sentiti da Bloomberg fissa a $193 il prezzo obiettivo del gruppo svedese, il 30% sopra i livelli di chiusura di ieri.

Con la quotazione di Spotify, i co-fondatori della piattaforma di streaming Daniel Ek e Martin Lorentzon, rispettivamente di 35 e 48 anni, hanno messo in cascina una fortuna miliardaria. La quota del primo, pari al 9,2%, vale ora 2,8 miliardi di dollari, mentre il secondo, con il 12,2%, incassa in valore 3,7 miliardi.