Debito, serve Pil +4% per rispettare parametri Ue

11 Novembre 2015, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Le condizioni economiche dell’area euro sono migliorate, ma complice anche l’acuirsi dei problemi in Grecia e Portogallo e il rallentamento di Cina ed emergenti, la crisi del debito europea è tutt’altro che finita. Diversi paesi dell’Eurozona siedono ancora su enormi quantità di debito pubblico. L’Italia è fra questi. Non riuscirà mai a rispettare i parametri previsti dal Patto di Stabilità e Crescita europeo e si attesterà al 100% del Pil nella migliore delle ipotesi

Lo dice l’ultimo report di Allianz che presenta anche un grafico interattivo sull’andamento delle passività statali dei paesi del blocco a 19.

Anche nella migliore delle ipotesi il massiccio debito pubblico italiano non rientrerà nei parametri stabiliti dal Trattato di Maastricht nei prossimi 15-20 anni. La crescita economica media prevista dell’1% non aiuta. Il tasso di inflazione dovrebbe essere dell’1,7% di media da qui al 2030. L’avanzo primario (differenza tra introiti e spese del governo) dovrebbe attestarsi realisticamente al 3%, grazie alla crescita economica (seppur moderata) e ai piani i consolidamento graduale della spesa pubblica previsti dalle autorità.

Il tasso di interesse medio da pagare per finanziarsi ammonterà al 3,3% nei prossimi 15 anni. L’Italia sarà in grado di fare appena qualche moderato progresso nella riduzione del debito pubblico. Il trapporto scenderà nell’arco di 15 anni dal 132% al 97%, ben lontano dal 60% previsto da Maastricht. Per potercela fare servirebbe una crescita del Pil da fantascienza del 3% (non dell’1% previsto) e un tasso di interesse sul debito del 2,5%, più basso del 3,3% previsto da Allianz. In alternativa un Pil in crescita del +3,8%, che consinterebbe di avere un rapporto con il debito del 59% nel 2030.

Debito Italia (Immagine: Eurostat)

Nel 2038 invece il governo italiano potrebbe riuscire a centrare gli obiettivi di rientro di Maastricht, ma solo con un’inflazione al 6%. Nella peggiore delle ipotesi, basandosi sui dati dell’FMI, gli analisti di Allianz hanno calcolato che se il target del’inflazione del 2% verrà rispettato, l’Italia vedrà crescere ancora il suo debito pubblico fino al 160% del pil entro il 2060.

Il processo che dovrebbe portare a una riduzione sostenbile del debito governativo sarà molto lungo e tortuoso. I quattro fattori che incidono maggiormente sul rapporto tra debito e Pil sono i tassi di interesse da pagare sul debito, la crescita economica, l’inflazione e una politica fiscale disciplinata.

Ebbene, nell’area euro solo Germania e Spagna riusciranno a gestire la situazione in modo da portare il rapporto con il Pil all’interno del tetto del 60% stabilito nel Patto di Crescita e Stabilità come criterio unico da rispettare entro nel 20130.