De Benedetti: “Nuova grave crisi economica metterà a rischio democrazie”

28 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Siamo alla viglia di una nuova, grave crisi economica”. Un presagio funesto è quello che fa l’ingegnere Carlo De Benedetti nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. L’ingegnere ed editore italiano ha sottolineato che la crisi economica che si abbatterà presto metterà in pericolo la democrazia.

“L’Occidente è a una svolta storica: è in gioco la sopravvivenza della democrazia, anche a causa della situazione economica e finanziaria (…) La democrazia nasce con il declino delle monarchie e della nobiltà e con l’ascesa della borghesia. Anche in Italia la democrazia si afferma dopo la guerra, quando si è creata una classe media. Oggi proprio la progressiva distruzione della classe media mette a rischio la democrazia; senza che si sia risolto il problema della stagnazione. Peggiorato dalla folle scelta europea dell’austerity in un periodo di piena deflazione, il che equivale a curare un malato di polmonite mettendolo a dieta”.

Nella lunga intervista al quotidiano, De Benedetti fa il punto anche sulle elezioni Usa e non esclude una vittoria di Trump – “per il mondo occidentale, una tragedia. Il protezionismo americano aggraverebbe la nostra crisi” – e sulla situazione politica europea e quella italiana.

“In Francia non si può escludere che diventi presidente Marine Le Pen (..) In Italia, sulla base dei sondaggi, i Cinque Stelle oggi potrebbero vincere le elezioni (…) Non ci voglio pensare”.

Infine un accenno al referendum costituzionale visto che qualche mese fa, dalle stesse pagine del Corriere, l’ingegnere De Benedetti aveva affermato di voler votare No se Renzi non avesse cambiato la legge elettorale.

“Lo confermo (…) Se ci fosse vera volontà politica, ci si potrebbe accordare per una nuova legge elettorale; ma al momento vedo solo tattica. I Cinque Stelle vogliono il proporzionale puro, e non mi stupisce: un movimento populista è sempre contro qualsiasi forma di maggioritario (…) Se vincesse il no, Renzi dovrebbe dimettersi il giorno dopo. Anche se non credo che lascerà la politica. E per fortuna, perché ha dimostrato di avere energia e qualità”.