Dazi colpiscono la Coca Cola: prezzi al rialzo negli USA

30 Luglio 2018, di Alessandra Caparello

Le tariffe imposta dall’amministrazione Trump sono in vigore da diverse settimane e ciò fa temere per l’economia globale. Come hanno previsto alcuni economisti la guerra commerciale potrebbe costare di più per i consumatori che si troveranno di fronte a beni che comprano abitualmente come le bibite gassate e il cibo, con prezzi lievitati.

“I prezzi più alti si ripercuoteranno sui consumatori… quasi immediatamente (…) Molte merci sono già state immagazzinate e importate mesi fa, quindi ci vuole un po’ di tempo per recuperare il ritardo, ma i prezzi sono abbastanza alti”.

Così parlando alla CNBC Matt Gold, ex vice assistente del rappresentante commerciale degli Stati Uniti per il Nord America sotto l’egida dell’ex presidente Barack Obama, il quale ha aggiunto che le tariffe sono un dazio imposto da un governo sulle merci importate da altri paesi e i costi sono spesso trasferiti sui consumatori attraverso prezzi elevati.

“Il modo in cui funzionano le tariffe è che un importatore statunitense paga le tasse ai dazi doganali o le tariffe doganali al Tesoro statunitense. Naturalmente, questo avrà un effetto sul prezzo di vendita [e] qualsiasi prezzo al quale l’esportatore vende all’importatore diminuirà, perché l’importatore deve pagare i dazi oltre a pagare il prezzo di acquisto (…) Così tutto rincara sia per il cliente che si reca da Walmart che andrà a pagare prezzi più alti, sia per il produttore che acquista prodotti importati per i processi di produzione.

Da quasi due mesi sono in vigore tariffe per l’acciaio e l’alluminio e questa settimana arriva un nuovo allarme da parte del CEO della Coca-Cola, James Quincey secondo cui i dazi sono parte dei costi crescenti che possono portare a prezzi più elevati delle bevande.

“Ovviamente, sebbene possano essere comprensibili le pressioni sui costi delle merci… per l’impatto delle tariffe sul sistema di imbottigliamento e su altri prodotti finiti tipo di discussioni sono difficili”.

L’amministratore delegato della bibita gassata più popolare d’America, James Quincey, ha ammesso, durante la conference call sui risultati societari, che questo rincaro è “distruttivo” ma necessario.