Dazi, colloqui a buon punto: Cina fa passi in avanti inediti

28 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Il rappresentante per il commercio statunitense Robert Lighthizer parlando al Congresso era stato chiaro: “molto resta da fare” per arrivare a un accordo. Ma secondo quattro funzionari che hanno parlato alla Reuters la Cina questa volta si sarebbe resa più disponibile soprattutto sul fronte del trasferimento di tecnologia.

Secondo l’agenzia avanzano i colloqui tra Cina e Usa per superare gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di un accordo per porre fine alla loro lunga guerra commerciale. Reuters ha riferito tempo fa che le due parti stavano lavorando su una serie di accordi scritti ricadenti in sei aree diverse, tra cui furti informatici, diritti di proprietà intellettuale, servizi, valuta, agricoltura, barriere non tariffarie al commercio e trasferimento forzato di tecnologia.

Se si guarda ai documenti di un mese fa rispetto a oggi, siamo andati avanti in tutte le aree”.

Così un funzionario statunitense riferendosi in particolare ad una delle principali accuse mosse dagli Usa contro la Cina ossia che il paese ricorre a ciò che le autorità statunitensi chiamano “trasferimento tecnologico forzato”: le imprese straniere che cercano di accedere al mercato cinese sono obbligate a condividere le loro proprietà intellettuali con un “partner” interno.

Discutono del trasferimento forzato della tecnologia in un modo in cui non hanno mai fatto prima.

Così uno dei funzionari riferendosi ai negoziatori cinesi ma senza fornire ulteriori dettagli. Il rappresentante del commercio USA Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin sono a Pechino oggi per un nuovo round di colloqui con i funzionari cinesi a cui seguirà un nuovo incontro a Washington la prossima settimana. Ma quando termineranno questi colloqui non è dato sapere visto che, dicono i funzionari, continueranno fino a quando saranno fatti progressi sui temi chiave.

“Potrebbero arrivare fino a maggio, giugno, nessuno lo sa. Potrebbe accadere già ad aprile, non lo sappiamo (…) Alcune tariffe rimarranno.  Ci sarà un po’ di tregua, ma non ci libereremo di tutte le tariffe. Non possiamo”.

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