DagCoin: cos’è e come funziona questa criptovaluta

1 Febbraio 2021, di Alberto Battaglia

Anche chi non ha capito fino in fondo come funziona la blockchain in molti casi si è convinto che questa tecnologia sarà, in qualche modo, “il futuro”. Ma anche la blockchain, nata assieme al Bitcoin e poi applicata in varie forme ad altre criptovalute, ha i suoi limiti. I creatori del Dagcoin hanno ripensato a fondo il sistema della blockchain, per superare la sua lentezza, il suo impatto ambientale e i problemi di scalabilità. Lo hanno fatto mettendo a punto un registro distribuito che, in effetti, non è più una “catena di blocchi”, ma un sistema che funziona “in parallelo”, la Dagchain.

Con quest’ultima tecnologia, nata nel 2017, gli utenti non devono attendere il completamento di una transazione per iniziare a elaborarne una nuova, si procede in simultanea creando molteplici nodi che possono partire dalla stessa “radice”. D’accordo, ma allora chi verifica la correttezza delle transazioni? Al contrario di quanto avviene nella blockchain, nella quale più parti competono per aggiungere il blocco successivo alla catena, la Dagchain consente alla community di lavorare assieme aggiungendo transazioni quasi contemporaneamente. Questo consente, fra le altre cose, una maggiore velocità dei processi.

Dagcoin, una moneta non un prodotto per il trading

Per capire l’obiettivo finale del Dagcoin basta leggere la sua frase di presentazione: “la prima criptovaluta disegnata per essere usata e non per il trading, esattamente come dovrebbe essere il denaro”.

Com’è noto, in pochi utilizzano il Bitcoin per pagare beni e servizi. Oltre al problema, tutt’altro che secondario, della sua estrema volatilità, non va dimenticato quello della lentezza. Si stima che una transazione in Bitcoin impieghi, in media, 10 minuti. Un tempo che può aumentare ulteriormente a seconda delle conferme richieste sulla transazione dalla controparte (più alto il valore della transazione, più elevate potrebbero essere le garanzie richieste).
Nel mondo della blockchain con la dilatazione dei tempi per la transazione, cresce anche la sua sicurezza. Durante questa attesa, i miners, grazie alla capacità di calcolo delle proprie macchine, verificano le transazioni in competizione con gli altri – in cambio di un “premio” in Bitcoin.

Dagcoin promette di completare le transazioni con un tempo medio di 30 secondi. E non esiste alcuna attività di mining: la Dagchain non richiede conferme ed più veloce, economica e, dal momento che non coinvolge l’uso massiccio di computer e di energia elettrica per la risoluzione di problemi crittografici, ha un minore impatto ambientale. Oltre a Dagcoin, sfruttano il sistema Dagchain anche altre criptovalute come IOTA, Nano e Obyte. Nel complesso, però, le l’esplorazione delle potenzialità e dei limiti di questa tecnologia sono ancora agli inizi. (Qui i dettagli tecnici sulla Dagchain)

Nonostante i suoi vantaggi, la Dagchain non è riuscita, almeno per il momento, ha farsi largo quanto la blockchain. Quest’ultima, pur con i suoi limiti, ha dato prova di essere sicura. Manca la stessa certezza sulla Dagchain, che per ora rimane un’alternativa di nicchia.