Da Guerra a Farinetti, i ministri che piacciono a Renzi

14 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Gli ultimi rumors parlano di un Renzi desideroso di offrire il ministero del Tesoro all’economista Lucrezia Reichlin. Voci, poi smentite, attribuivano però l’offerta del ministero di Via XX settembre allo stesso Enrico Letta. E ancora, ci sarebbe la carta di Lorenzo Bini Smaghi, economista ed ex membro italiano del board Bce, dell’economista di area Pd e direttore de lavoce.info Tito Boeri, del patron di Luxottica Andrea Guerra (più accreditato però allo Sviluppo economico). Più difficile l’attribuzione del ministero al presidente Istat Pier Carlo Padoan.

Il ministero del Lavoro, casella chiave per la realizzazione del Jobs act, che tanto sta a cuore a Renzi, potrebbe essere guidato da Guglielmo Epifani (che piace alla Cgil) o dalla responsabile Lavoro del partito Marianna Madia. In corsa anche Tito Boeri.

Maria Elena Boschi, responsabile Riforme del Pd e braccio destro di Renzi nella trattativa sulla legge elettorale, è sicuramente la più titolata a succedere all’attuale ministro Ncd Gaetano Quagliariello. Ma Renzi avrebbe in mente di aumentare sensibilmente il numero di donne al governo rispetto all’assetto attuale: potrebbero entrare nella lista Debora Serracchiani, Irene Tinagli e le lettiane Alessia Mosa e Paola De Micheli ma solo nel caso di una ricucitura con il premier.

E’ chiaro che Renzi punti a portare al ministro dello Sviluppo economico un uomo d’impresa. A questo identikit risponde perfettamente il patron di Luxottica Andrea Guerra che con il segretario Pd ha un’amicizia di lunga data. In alternativa, si fa il nome del neo nominato presidente dell’Istat (ed ex Ocse) Pier Carlo Padoan.

Roberto Giachetti, l’appassionato fustigatore del Porcellum contro il quale si è speso con un lunghissimo sciopero della fame, potrebbe approdare al ministero dei Rapporti con il Parlamento. L’attuale ministro per il Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini potrebbe andare alla presidenza della Camera nel caso in cui Laura Boldrini entrasse al governo (una mossa con la quale Renzi punta a far sì che Sel sostenga l’esecutivo).

Gianni Cuperlo, ex presidente del Pd, potrebbe essere chiamato a dirigere il ministero della Cultura, una mossa con la quale Renzi potrebbe cercare di “fidelizzare” la minoranza del partito. Tra i papabili anche un altro esponente del partito: Matteo Orfini. Ma si fa anche il nome dello scrittore Alessandro Baricco.

Sembra molto probabile l’approdo del fedelissimo Graziano Delrio al ministero dell’Interno. Ora Delrio ricopre la carica di ministro per i Rapporti regionali.

Tra i ministri che potrebbero restare invariati c’è’ l’Ncd Beatrice Lorenzin alla Sanità e Maurizio Lupi alle Infrastrutture.

Anche Emma Bonino potrebbe rimanere al suo posto agli Esteri insieme ad Andrea Orlando che potrebbe mantenere l’incarico dell’Ambiente. Vacilla invece la casella di Mauro alla Difesa. Al suo posto Renzi potrebbe scegliere Arturo Parisi o la responsabile Difesa ed Europa del Pd Federica Mogherini.

Il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, legato da grande amicizia con Matteo Renzi, pare al momento l’uomo più titolato per ricoprire la carica di ministro dell’Agricoltura.

Il vicepresidente del Csm Michele Vietti potrebbe occupare la poltrona di Via Arenula. Ma sembrano avere parecchie chance anche il sindaco di Bari Michele Emiliano e la responsabile Giustizia del partito Roberta Pinotti.

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